:: HOSPITALITY
   :: Compro-vendo
   :: Forum
   :: Chat
   :: Download
   :: Amici di Xracer
   :: e-mail
   :: CERCA NEL SITO
 


 
   :: NEWSLETTER
 


Nome

e-mail

Specialità


 
 

HELL'S GATE 2005

Ciocco (Lucca) - 5 GENNAIO 2005

Entusiasmante questa seconda edizione della Hell's Gate
dominata, ancora una volta, da Knight. Solo cinque i piloti al
traguardo.
Ottima la prestazione di Beconi, unico italiano al traguardo.


Fonte: www.hellsgate.it foto: Antonio d'Ascola "NX"



 

5 gennaio 2005 - Ore 07:00

Scatta la fase eliminatoria di Hell’s Gate 2005. 50 piloti ritirano la loro moto dal parco chiuso e si presentano sulla linea di partenza, uno alla volta come in una gara di Enduro “Classica”. Quattro giri da completare, con una prova speciale per ogni giro a partire dal secondo. Controllo “tirato”, tanto che “Patron” Fabio Fasola è costretto ad “allungarlo” un poco, di dieci minuti. Il numero uno è sulla KTM di David Knight, l’inglese che ha vinto Hell’s Gate 2004 e che corre quest’annno per il Team Farioli. Ed il colosso dell’Isola di Man è il principale favorito anche in questa seconda edizione. Lo stadio de Il Ciocco, tappezzato dei colori di Hell’s Gate, è il “salotto” di questa gara, inventata da Fabio Fasola e resasi celebre con un’edizione inaugurale da cardiopalmo. Il centro Turistico Internazionale ospita la manifestazione motoristica e ne è uno dei principali patrocinatori. Cinquanta piloti al via, meno del previsto, ma si cominciano ad intravedere le ragioni di questa strana latitanza: Hell’s Gate fa paura!

Il più veloce è ancora lui, sguardo da profeta e fisico da Mohammed Ali. David Knight è un martello, e mette in fila Anders Ericsson e Luca Uccellini. La selezione è fortissima. Anche se in Toscana splende il sole, sulle pendici della montagna fa freddo, e le piste sono ghiacciate. Juan Roma, il vincitore della Dakar 2004 ed ora pilota ufficiale Mitsubishi è tornato al primo amore, ma all’indomani di un brutto attacco di influenza non ci si può permettere di affrontare Hell’s Gate. Fuori ancora prima della fine del primo giro. Jean Brucy cede per un dolore acuto ai polsi. Poi è la volta di Marc Coma, compagno di squadra di Roma nel Team KTM Repsol . Per lui, ammette candidamente lo spagnolo, Hell’s Gate è troppo dura. Un terzo dei partenti è fuori a metà gara.

5 gennaio 2005 - Ore 15:00

Schierati sulla griglia di partenza di Hell’s Gate, i diciotto “Superstiti” della eliminatoria del mattino fibrillano in attesa che Gilles Salvador, asso francese del supermotard, abbassi la bandiera dello start. Motori al massimo, mano sinistra sul casco, per non cedere alla tentazione di una falsa partenza, secondo un modo di partire inventato anni fa in Francia. Poi il boato, l’energia compressa che si trasforma in esplosione, e sulla prima curva, pochi metri dopo la linea di partenza, i concorrenti si avventano come un branco di iene. La spunta David Knight, che sale sulla prima rampa di Hell’s Gate carico di adrenalina. Adrenalina che si trasferisce al pubblico, entusiasmato dalla partenza del “Gran Premio” dell’Enduro. Hell’s Gate evolve rapidamente verso la sua forma migliore, quella di una gara durissima in cui la selezione avviene “limando” le energie dei partecipanti. Cascate d’acqua, “arrampicate” sulla roccia viscida del sottobosco della Garfagnana, “picchiate” da mozzare il fiato. Quattro giri, ad ogni giro quattro stazioni. Ad ogni stazione chi transita con più di quaranta minuti dal passaggio del primo è eliminato. La dura legge di Hell’s Gate.

In questo caso anche la legge durissima dell’uomo dell’isola di Man, David Knight, le cui “sentenze” si succedono e calano come mazzate, inesorabili. Gara bellissima. Scende il buio su Hell’s Gate, il pubblico è assiepato sull’orlo dell’Hell’s Peak, l’orlo di un baratro che domina sulla vallata. Tra i faggi del fondo valle si intravede “sciabolare” il faro di una moto. La moto di Knight. L’inglese si ferma un momento per studiare la situazione, poi aggredisce la salita con il motore “imballato”. A tre quarti della salita, quando sembra quasi di potercela fare, si “pianta”.

Entra in scena il pubblico, che lancia le corde che salveranno Knight e gli consentiranno, dopo un quarto d’ora di fatica e di pura tensione, di aver ragione per la seconda volta di Hell’s Gate. Altri ottomila euro, il premio di Hell’s Gate. Un quarto d’ora dopo si presenta Wayne Braybrook, altri dieci minuti ed è la volta del fratello di David, Juan Knight. Il podio di Hell’s Gate 2005 è Made in England. Al limitare del fuori tempo massimo altri due fari. Contemporaneamente quelli dello svedese sette volte campione del mondo che ha avuto paura di Hell’s Gate, Anders Ericsson, e dell’unico italiano sul podio finale della gara di Fabio Fasola: Andrea Beconi. L’annno scorso erano tre nella tempesta della prima Hell’s Gate. Quest’anno Fasola abbraccia cinque atleti con i fiocchi, sfiniti ed orgogliosi, e si mette a piangere quando abbraccia Gioele, il figlio di Fabrizio Meoni.

FINALE

1.D.KNIGHT (GBR) KTM
2.BRAYBROOK (GBR) Honda
3.J.KNIGHT (GBR) KTM
4.ERIKSSON (SWE) Husqvarna
5.BECONI (ITA) Yamaha

 

 

 VIDEO

      
ADSL - High
      
MODEM - Low - 9 Mb

 Classifica fase  eliminatoria


 CLASSIFICHE

































   
   
  © Xracer.it 2002-2004