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Rally di Umbria
Seconda Prova del Campionato Raid TT (22-25 aprile 2005)

di Stefano Micchia



….una cannonata!!!


Volete sapere com’è andata? Bene, allora allacciatevi il casco, mano sulla frizione, e ingranate la……

PRIMA!

Bianco, verde, blu…questi sono i colori che ti restano impressi nella mente guidando il furgone all’una di notte, distrutto dalla stanchezza, mentre stai tornando a casa e pensi che domani alle otto sarai già in ufficio…

FOLLE

è il pensiero del rientro…...mentre, incolonnato nel traffico e soffocato dai fumi di scarico, sei sulla autostrada e ripensi ai paesaggi imbiancati del Monte Subasio e dei Monti Sibillini, di come in piedi sulle pedane il tuo sguardo si perdeva all’orizzonte navigando sulle verdi creste delle colline umbre, e ti lasciavi cullare dai suoi morbidi sottoboschi, dagli infiniti sterrati, dalle impervie mulattiere, cercando di non affondare nei suoi insidiosi guadi.

…e mentre stai chiudendo il furgone alle due di notte, dopo aver passato mezz’ora a cercar inutilmente parcheggio, pensi sorridendo che alla fine sei riuscito a quadrare il cerchio, in una sola occasione infatti sei riuscito ad unire una gara ad un viaggio, una festa ad una vacanza, lasciandoti trasportare dai suoi luoghi mistici (Assisi, Gubbio, Spello, Perugia, Marsciano, Norcia) che evocano con nostalgia un mondo ormai andato che nonostante tutto è ancora lì…vivo più che mai…

Questi sono i frammenti di memoria ad accompagnare i piloti (circa 104) che hanno partecipato a questa fantastica esperienza.

SECONDA

Seconda esperienza. secondo rally, secondo raid TT.

Esistono due modi, come nella vita di affrontare le cose, quella di chi ha il veleno che scorre nelle vene e che ha il cronometro come unica via, e quella, come chi scrive, di godersi la vita.

Per questo esistono due rally: il mio è stato quello dell’agriturismo con l’uovo fresco, il miele ed il ciambellone caldo la mattina e le fettuccine al tartufo la sera, quello di fermarsi a fare una foto sul trasferimento “perché non resisto”, salvo rincorrere poi il cronometro per non prendere penalità, quello di ridere e scherzare con i cronometristi o aiutarsi a vicenda per chi è a mollo dentro a un guado….

Giunta ormai alla sesta edizione, si è svolto in questo magnifico scenario il collaudato Rally d’Umbria, seconda prova del campionato Raid Tout Terrain 2005.

Non vorrei esagerare, ma direi che, come per un musulmano recarsi alla Mecca almeno una volta nella vita rappresenta un obbligo morale, così per chi fa fuoristrada, per mestiere o per passione, partecipare al Rally D’Umbria almeno una volta nella vita rappresenta un obbligo morale, in qualsiasi veste, sia come pilota, come turista o come organizzatore. Perché solo qui ci si rende conto della bellezza della natura e nello stesso tempo della semplicità del nostro sport, quando tutti si divertono e si sentono partecipi della stessa cosa.

TERZA

Giocando con le parole, tersa è alla sera l’aria che si respira nei paddock,leggera e piacevole, quando dopo le fatiche ed i rischi della giornata i ritmi si rallentano e inizia il momento della festa e dei racconti, delle gesta e delle eroiche imprese della giornata, magari davanti a un bicchiere di vino e salsicce di cinghiale…

E non conta se sei un pilota o se sei della compagnia della spinta, se hai la BMW ufficiale PAN racing da 50.000 euro o una veterana e gloriosa XR600, perché il rispetto e la voglia di stare insieme c’è per tutti…

Certo non è tutto rose e fiori come sembra, perché come in un canto di Dante, esiste il “girone degli ufficiali”, con i loro enormi Motorhome colorati , con i loro tappetini sotto le moto e i meccanici che lavorano alacremente, ed esiste il “girone dei privati”, a cui sei inesorabilmente condannato, dove non esistono Motorhome, ma carrelli portamoto, dove non si dorme in albergo, ma in tenda (sull’asfalto!!) o nei camper, dove il meccanico sei tu che di giorno corri, e che sfinito dalla giornata, a volte sei costretto a tirar su fino a tardi per togliere rane dal motore dopo essere finito a bagno dentro un guado.

Nonostante qualche impasse, l’organizzazione del veterano Filippo Ceccucci e dei suoi collaboratori è stata molto curata. Tra i partecipanti i soliti campioni, del calibro di Mancinelli, Ceci, Graziani, Mancini, Uslenghi, Zanotti, Chiesa e compagnia bella…

Per i non rallysti o per chi comunque legge ed un giorno deciderà di partecipare a questa avventura, la giornata tipo di un raid è questa: sveglia ore 6.00, consegna roadbook ore 7.00, briefing per commentare e spiegare il RB ore 7.30, fissaggio roadbook , partenza dalle 8.30-9.00 in poi a seconda dell’arrivo della giornata precedente, con il trofeo Cavandoli (licenza territoriale) come da regolamento per ultimi, ritorno in media dalle 17.30 alle 20.00 (ovviamente gli ufficiali sono i primi a tornare e alle 17 li trovi già docciati e sbarbati). Poi assistenza alle moto (10foto), (lavaggio, grasso, sistemazione danni, benzina..) cena e distrutti a letto. That’s life…

QUARTA

The race”: quattro giorni (tre tappe più il prologo) 800 km circa di sterrati, mulattiere, carrarecce, fiumi e guadi, tanto sterrato, specialmente nei trasferimenti.

Il prologo , utile a definire l’ordine di partenza della tappa successiva, si è svolto in un spettacolare fettucciato a Bastia Umbra tracciato su un fantastico manto erboso la cui tenuta era pari all’asfalto

La speciale di due km, da percorrere due volte, prevedeva una manche di cross con partenza alla vecchia maniera (mano sx sul casco e moto accesa) a gruppi di cinque-sei piloti . E’ inutile dire che qui la manetta ha fatto la differenza .

La prima tappa (sabato) di 247 km, è stata caratterizzata da trasferimenti spettacolari e molto panoramici, con scenari mozzafiato . Purtroppo i tempi dei trasferimenti sono stati molto tirati, tanto da costringere gli organizzatori ad allungare prima di 20 minuti e 30 dopo il terzo Controllo Orario. Certo se ce lo dicevano prima, magari alla fine della speciale, si poteva evitare di rischiare la vita in un trasferimento su asfalto rilassato come in una gara di motard.

Le due speciali sono state molto belle, molto navigate e caratterizzate da guadi e tanto fango.












L’arrivo di fine tappa è stato nel Centro Storico di Perugia, sbarcando come alieni infangati in pieno centro tra gli sguardi stupefatti della gente, troppo presa a fare shopping.

La seconda tappa (domenica), la più lunga del rally, di 367 km, doveva essere una giornata speciale, perché dedicata a Fabrizio Meoni. Purtroppo, a causa delle abbondanti nevicate sul monte Subasio, gli organizzatori sono stati costretti a tagliare la seconda speciale, riducendo la tappa a “soli” 300 km.

Questa giornata, come l’incidente di Fabrizio, è stata una giornata strana..…La mattina inizia bene con la scalata del Monte Subasio, passando in quota a oltre 1200 mt, con un aria frizzantina niente male, dopo aver lasciato lo splendido scorcio di Assisi. Il trasferimento è molto bello ed i panorami suggestivi, dove lo sguardo si perde lontano tra le cime innevate delle montagne.

Alla prima speciale i primi intoppi, con una sosta forzata di un’ora a causa di una frana e ad un ulteriore taglio della speciale, da 25 a 17 km, che si rivela poco navigata e velocissima, da quinta piena….






Poi riordino e assistenza nella storica piazza principale di Norcia, dove oltre a fare rifornimento alla moto, si assaltano le invitanti norcinerie, a suon di salsicce di cinghiale e di formaggi al tartufo….

Dopo un altro lungo trasferimento arrivo alla seconda speciale, realizzata all’ultimo momento per ovviare alla neve, facendo ripercorrere al contrario la veloce speciale della mattina.

Qui ognuno da il meglio di sé, visto che la navigazione è pari a zero e conta solo la manetta…il percorso è quasi del tutto in discesa su sassi e ghiaia smossi e chi ha più pelo sullo stomaco fa il tempo….La tappa si conclude con un trasferimento finale obbligatorio di 65 km su asfalto, percorrendo la splendida Valnerina, con tanto di controllo a timbro sulla statale (anche se preannunciato) per i soliti furbi.

A fine serata l’imbarazzo e la sorpresa è grande quando, lavando la moto all’autolavaggio, circola la voce che qualche Cavandolino (pilota del trofeo) nella seconda speciale abbia dato 5 minuti o più a Mancinelli!!!! Il tutto è stato poi ridimensionato quando alcuni piloti si sono costituiti davanti l’evidenza, chiarendo l’equivoco nato da un involontario taglio di speciale con conseguente penalità forfettaria.

La terza tappa , (lunedì) di 240 km, ultimo giorno per chi deve sferrare attacchi in classifica e chi si deve difendere…Il trasferimento è molto lungo, a tratti monotono e ripetitivo, lungo infiniti sterrati larghi come l’A1, che quando arrivo alla prima speciale non mi meraviglio che trovo……….la coda, come al casello!!!!

E come in autostrada, quando trovi la coda, così in mulattiera, può capitare che una leggerezza di troppo – e cioè dare un “azzera-trip” ad inizio speciale di 0.80 (800mt) anziché 0.08 (80 mt) al briefing della mattina - possa scatenare un effetto domino devastante, con caos e tamponamenti a catena, specialmente quando uno come Ceci “in corsia di sorpasso”, perso nel labirinto di stradine nel bosco, per recuperare la retta via si spiaccica “a fuoco” in un frontale con altri piloti (meno male che non si è fatto male nessuno ndr)

Peccato che sia andata così, ....pazienza….ma il buon Ceccucci è stato bravo e coraggioso nell’assumersi tutte le responsabilità dell’accaduto, dopo aver annullato la prova speciale e aver comunicato ai piloti di fare comunque la speciale come trasferimento fino a Marsciano.

Mentre addentavo il panino con la porchetta offerto dalla ProLoco, pago del rally ormai giunto alle ultime battute, due segnali mi ronzavano minacciosamente nella testa così da rendermi alquanto inquieto.

Il primo, del cameraman, che al bar minacciosamente presagiva la quiete prima della tempesta, il secondo quando vedevo alcuni piloti ufficiali cambiare le gomme, ma non capivo granchè il motivo……..

Ci sarei arrivato solo qualche minuto dopo, mentre annaspavo tra il fango traditore, che mi faceva rimpiangere la gomma non cambiata per pigrizia, o tribolavo sudato sulle mulattiere viscide e scivolose, sui salitoni interminabili e recitavo una preghiera all’Onnipotente di dotarmi di altre due braccia, come la dea Kalì, per riuscire a mandare avanti il roadbook.

Per concludere alla grande infatti, ci aspettava una fantastica/infernale ultima maledetta speciale di 25 km (da 40 min, come una manche di motocross!!!), molto navigata, con note ravvicinate e difficili, fango dappertutto e bivi improponibili dietro a cespugli nascosti….

Superata l’ennesima prova dopo cadute ed errori di navigazione, mentre rientravo al Centro Fiere di Bastia Umbra sotto nuvole nere cariche di pioggia, il roadbook inevitabilmente, come tutte le cose belle finiva, mostrando l’ultima nota del rally, come lo spartito di una struggente canzone d’amore, che lentamente sfuma in sottofondo…

QUINTA

Classifica finale: Assoluta:

  • Primo: Federico Mancinelli con 1.39’12”
  • Secondo: Matteo Graziani con 1.41’38”
  • Terzo: Alex Zanotti con 1.43’44”
  • Quarto: Paolo Ceci con 1.44’02”
  • Quinto: Andrea Mancini con 1.44’03”

PARCO CHIUSO:

…e mentre fai il nodo alla cravatta e vedi ammucchiata in un angolo una massa informe di fango che ti ricorda vagamente il tuo abbigliamento da gara…..pensi solamente ad una cosa:

MA QUANDO ARRIVA IL PROSSIMO RALLY???

Per saperne di più visita:

http://www.motorally.org

Prossimi appuntamenti rally:

  • Terza e ultima prova Campionato Raid TT: Rally di Sardegna 14-18 giugno
  • Prima prova del Campionato Nazionale Motorally 8 maggio 05 Montepulciano



PS: un ringraziamento particolare per XRACER e la sua disponibilità in particolare a Cristiano, e ai ragazzi dell’ARMADILLO’S TEAM, il team di Roma che mi supporta e soprattutto mi….sopporta!!! Grazie ragazzi!!


 
   
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