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Caraz - Huaraz





 

Dopo una corposa colazione, la messa nella possente chiesa, si parte alla volta del “tetto” d’America, il monte Huascaran di 6868 m. Passiamo per Yungay, (del vecchio paese ora esiste solo una lapide, perché è stato travolto pochi anni fa con quasi tutti i suoi abitanti da una enorme frana) i superstiti, montanari di razza ne hanno ricostruito uno nuovo poco distante, e oggi c’è un coloratissimo mercato Andino che ci rapisce. Quanti oggetti interessanti, vorremmo acquistare tutto, ma… dove lo mettiamo?, prendiamo un sacchetto di foglie di coca che mastichiamo a lungo nella speranza che ci diano sollievo durante la risalita troppo veloce. Da qui 2700 m. ci dirigiamo alle lagune di Lluanganuco di un intenso colore verde – blue, magnificamente incastonate tra due possenti montagne, siamo a 3700 m, ci fermiamo a riprendere fiato e mangiare qualcosa. Appena sceso dalla moto fatti pochi passi, mi sento particolarmente affaticato ed il respiro si fa affannoso, mi distendo sul prato, e consumiamo il pranzo.
La sosta è breve perché vogliamo raggiungere la Punta olimpica a 4701 m., il passo che porta dall’altro versante della “Cordillera Blanca”; sono 1000 e più tornanti di sterrato, il respiro è affannoso, mi fa male la cervicale, i riflessi sono molto ritardati, ma vogliamo arrivare in cima, e ci arriviamo.
Seduti sotto il maestoso Huascaran, il pensiero corre ad Angelo D’Arrigo capace di sorvolare con un deltaplano in compagnia dei suoi condor questa maestosa montagna.
Riscendiamo a valle alla ricerca di ossigeno per il nostro sofferente organismo alla volta di Huaraz. Volevamo andare a fare un bel bagno termale, ma al solito è tardi e dobbiamo andare a cercare l’hotel. La notte per il mal di altitudine la passo tra brividi di freddo fortissimi e una sensazione di febbre fortissima.

 































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