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Ci alziamo con il buio, ma vogliamo prendere la prima barca che, senza il fiume di turisti, ci porta a visitare le isole Ballestas.
Ne valeva la pena. Uno spettacolo inconsueto ci accoglie, milioni di uccelli, ci volano sopra la testa e ricoprono le isole e ancora pellicani, pinguini, leoni marini sonnecchianti. Ma tutto questo lo avevo visto in TV...... Rientriamo al porto accolti da furbi pellicani che intrattengono i turisti in cambio di saporiti pesci e dopo una ricca colazione via di gas tra le dune della penisola.
All'ingresso del parco ci viene raccomandato di viaggiare sulle piste segnate, ma chi ci riesce….. ci troviamo immersi in un mare di dune di sabbia dura che ci invitano a salire, scendere, perdersi in mezzo a loro.
E’ tardi e a malincuore prendiamo la strada per Nazca. Non c’è tempo per rimpiangere, che arriviamo a Ica Huacachina, da non credere, ma è un deserto, mi sembra di essere nell'Ubari (deserto libico), dune altissime di sabbia finissima, che circondano un’oasi con le palme.
Ci sono jeep che ti portano a fare il tour, e gli autisti fanno di tutto per emozionarci, e ci riescono salendo e scendendo dalle altissime dune, ci fanno anche scendere con tavole da snow board.
Dopo tante evoluzioni, finalmente riprendiamo le nostre fedeli compagne per raggiungere Cuzco.
La mattina visibilmente soddisfatti dalla giornata "desertica" ci aspetta il volo sulle enigmatiche linee, Cristiano sceglie l'aereo, io la moto con la quale raggiungo i vari "miradores". Ti colpisce la dimensione, la fragilità di questi sottili solchi l’enigma. Ripartiamo un poco frastornati e iniziamo a salire verso Puquio, quando dopo 40/50 km un "perro" (cane) è in agguato dietro una curva tra due tre baracche e meschino si infila sotto la ruota di Cristiano che pur viaggiando a bassa velocità, non può evitarlo e lo vedo cadere rovinosamente. Frenetica corsa per soccorrerlo, lo aiuto a distendersi sul bordo della strada quando una donna dal volto rattristato arriva con una bottiglia di alcool.
Per fortuna pochi danni al pilota e alla moto, e con qualche rattoppo dopo un'oretta siamo di nuovo in sella.
Dobbiamo oltrepassare il passo a più di 4200, fa un freddo cane, sopraggiunge il buio, per Cristiano è veramente dura ma riusciamo a raggiungere Puquio e un croccante pollo arrosto che ci rinfranca.
Sono preoccupato per le condizioni di Cristiano ma lui afferma che è in grado di proseguire.
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