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Al mattino io rimango a letto per la febbre ancora alta, Cristiano non si perde la visita alle isole galleggianti, un “set” per turisti? No ritengo più un museo vivente della storia degli Incas sul lago Titicaca.
Partiamo molto tardi e sono preoccupato per la tappa di 350 km con le frontiere da fare, i pensieri si dissolvono in fretta mentre costeggiamo il lago, sembra di essere proiettati in un film medievale, famiglie che vangano un piccolo quadrato di terra strappato al lago, uomini che con fatica tengono l’aratro di legno trainato da buoi, uomini e donne che lavano i panni nel ruscello, un lento trascorrere della vita quotidiana appena rotto dal transito delle nostre moto….
Proseguiamo verso il posto di frontiera dove c’è da fare i soliti passaggi per i vari uffici, ci sono esposti cartelli a indicare che gli addetti sono già pagati. Gli addetti incuranti rallentano le registrazioni, chiedono la mancia, ma noi non capiamo e lentamente riusciamo a passare in Bolivia.
Arriviamo presto a Copacabana, che bel posto, che bella la chiesa tutta bianca che accoglie pellegrini da tutto il paese ma noi abbiamo fretta dobbiamo raggiungere le chiatte che ci traghetteranno sull’altro braccio del lago.
Un meraviglioso tramonto ci accompagna nello sbarco. Ci sarebbe da fermarsi, …..non c’è tempo abbiamo da percorrere 100 km al buio con tutti i pericoli che ormai conosciamo. Arriviamo ad El Alto il nodo stradale per scendere a La Paz.
Arriviamo in hotel di buona qualità poco distante dalla piazza. Ci concediamo una cena da turisti in un elegante ristorante dove danno un bellissimo spettacolo di canti e balli popolari che ci coinvolgono fin sulla pedana nel mezzo delle graziose ballerine.
È molto tardi quando tra le varie ipotesi decidiamo per il giorno successivo di arrivare a Challapata e ci prendiamo la mattinata per una intensa visita della città a piedi e in taxi. Saggia decisione perché La Paz è veramente una bella città dove ben si coniuga il vecchio al nuovo con splendidi palazzi coloniali e grattacieli modernissimi (si vede che ci sono passati gli inglesi e gli americani).
Peccato che non abbiamo avuto tempo per visitare il mercato dove a dire del tassista ci si trova di tutto, dall’ago all’automobile, non ci rammarichiamo è una buona scusa per tornare.
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