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Siamo trepidanti come il primo giorno di scuola oggi entriamo nel mitico Salar di Uyuni, un immenso lago salato, circa 100 km x 120 km, dove il sale ha formato una crosta di 40/50 cm di spessore capace di sorreggere le grosse jeep cariche di turisti. Ritorniamo indietro al pueblo di Colchani da dove si entra nel salar, incontriamo stranamente vicino alla strada due splendide Vigogne, nel paese c’è un piccolo mercato dove vendono oggetti fatti con il sale e manufatti di lana, ed un piccolo museo, appena fuori un gruppo di persone intorno ad un vecchissimo furgone trasformato per l’uso, stanno macinando ed insacchettando il sale.
Partiamo direzione l’albergo di sale costruito qualche anno fa ed ora dismesso causa l’inquinamento che stava portando al bianchissimo accecante manto.Il cielo è di un azzurro cobalto che sfuma a contatto del sale, l’aria è rarefatta, vediamo di fronte a noi le montagne dell’altro versante perfettamente disegnate e di colore bruno, ma sono a pìù di 100 km!.
Superate le prime incertezze, ci diamo del gas perché è veramente divertente in questo spazio infinito disegnare curve, cerchi, spirali, o tirare diritti a “tutta”.
Iniziamo a vedere l’isola di Incahuasi, è lì, ma non arriva mai perché è a 50/60 km da noi. L’isola, altro “sfizio” della natura, è ricoperta da giganteschi cactus (fino a 10 m) dalle forme più disparate che ci rapiscono per la foto ricordo. Al sole come lucertole in tutto relax consumiamo il pranzo.
Ci rimettiamo in sella direzione sud, percorrendo tutto il salar come in autostrada, fino a ritrovare nostro malgrado la dura pista di toule ondulee. Dopo pochi km in questo immenso deserto, l’incontro della giornata, ad una biforcazione della pista ecco apparire un uomo che ci offre benzina, …... poi incontriamo un piccolo villaggio e quasi al tramonto arriviamo a San Juan un piccolo centro abitato con una grande chiesa e ….
La discoteca che funziona come tutto qui dalle 19 alle 21 quando si accende il gruppo elettrogeno.
Fa un freddo cane, l’alloggio è migliore di quanto mi aspettassi, e mi meraviglia il fatto che durante la notte pur senza riscaldamento non abbiamo freddo.
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