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Laguna Colorada – San Pedro de Atacama – Santiago





 

Ci svegliamo alle 5,00, i preparativi per la partenza sono assonnati, neanche il tè bollente ci riscalda. Mi appresto con apprensione a mettere in moto, due tre giri e la mitica Pegaso mette le ali.
Partiamo al buio non posso chiudere la visiera che si appanna, avanzo tra sassi e canali alla cieca, mi vorrei fermare, ma bisogna andare avanti perchè il geyser “sol de manana” è vedibile nel suo massimo splendore appena il sole si alza.
Le prime luci dell’alba anche se intirizzito, mi spronano ad andare avanti, e continuiamo a salire, quando arriviamo al “sol de manana” stiamo più in alto del Monte Bianco a 4870 m s.l.m., ho i baffi con i ghiaccioli, ma sono felice di fronte a questo spettacolo.
La valle sembra una enorme pentola è tutto un bollire di fango e fumi maleodoranti che ci avvolgono. Si riparte per la piscina termale, si sale ancora fino alla massima altitudine dei 5100/5200 m..
Si scende verso la laguna termale dove alcuni temerari fanno il bagno. La sosta ci permette di fare una ricca colazione. Uno splendido sole ci riscalda e via per la Laguna Verde che rispecchia il tronfio vulcano Licancahur. La dogana è vicina, e quando vi arriviamo ci troviamo di fronte due costruzioni nel deserto, non ci facciamo caso, timbriamo il biglietto del parco in una delle due baracche e proseguiamo. Dopo una decina di km in cima alla collina una capanna segna il posto di frontiera, timbriamo il passaporto, chiediamo di timbrare il Carnet, ci dice che abbiamo oltrepassato la dogana!, ci spaventiamo, ma il buon uomo si fa carico di timbrare il documento e dopo un abbraccio con Cristiano, un ultimo sguardo malinconico alla Bolivia iniziamo a scendere verso San Pedro de Atacama.
Un paese di frontiera ingombro di turisti che offre la Valle della Luna, ma ormai appagati dai meravigliosi paesaggi fin qui visti, preferiamo sdraiarci sull’amaca dell’hotel.
Ben lavati e riposati con le moto cariche come muli ci mettiamo in moto per la tappa finale, il deserto di Atacama non offre molti spunti paesaggistici e procediamo senza soste fino alle miniere di rame enorme risorsa economica del Cile, è curioso vedere questi uomini per estrarre il nobile metallo spostano montagne di sabbia da una parte all’altra del deserto.
Arriviamo al mare intorno alle 14,00 è curioso vedere sul molo i pellicani e in acqua degli enormi leoni marini, ma a pensarci siamo scesi sotto il tropico del Capricorno.
In breve raggiungiamo l’agenzia interessata per il rimpatrio delle moto, è il tramonto quando riusciamo ad depositare le moto e a farci mettere il timbro sul passaporto, ma non abbiamo fretta, l’aereo per Santiago parte domani mattina alle 10.00.






 































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