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Intervista a Roberto Bazzurri


Nella pausa pranzo di ritorno dalle speciali intervistiamo il capitano della Nazionale di Enduro Roberto Bazzurri che tra poche ore difenderà i colori italiani in una Sei Giorni che si presenta molto complicata e difficile.

Allora Roberto come vedi la gara? “Beh è la mia quarta Sei Giorni e so che è sempre una gara molto complicata e difficile da affrontare. Dopo aver visto le speciali penso che non sarà per nulla facile soprattutto dentro i boschi dove ci sono molte insidie e passaggi che potrebbero essere pericolosi.. Finlandia, Francia, Nuova Zelanda, Spagna e Italia sono le candidate al successo sia nel Trofeo che nello Junior. Speriamo di esserci al momento giusto. Stiamo lavorando molto bene e con grande serenità.”
Qui cambi classe (E2 invece che E1) e userai una moto diversa la 250 2T. Come pensi di trovarti? “Bene, mi sono già allenato tanto con la nuova moto e mi sento pronto. Spero solo non piova tanto perchè con questa moto nei canali e nel fango è più dura venirne fuori. Sarà una nuova esperienza e darò tutto per la squadra.”
Qui sei anche il capitano. Come vivi questo ruolo? “Beh sono il più esperto (39 anni) ed è bello guidare un gruppo affiatato come il nostro in cui tutti sono molto educati ed uniti. Sono bravissimi ragazzi e questo agevola molto il mio compito.”
Consigli da dare? “Manetta sempre aperta ma usando la testa nella guida.”
Quando hai iniziato a correre Roberto e perché? “Tardi a 18 anni perchè i miei non volevano. Sentivo la passione dentro e poi vedevo i miei amici più grandi e mio fratello che andavano sempre in giro in moto per cui avevo una voglia matta. Quando sono diventato maggiorenne ho iniziato ad andare in moto e non ho più smesso. Ho iniziato la carriera agonistica nel 1985 con il cross (con un titolo italiano junior vinto) e poi dal 1999 ho iniziato a correre nell’enduro conquistando 4 titoli italiani di fila (dal 2001 al 2004).”
Sono vent’anni quindi che non scendi dalla moto… “Già. La moto è tutto. Se lei non è sul cavalletto del mio garage sento che mi manca qualcosa. Ho 2 figli meravigliosi Lorenzo e Matteo ed una moglie splendida (che approfitto per salutare); ma la moto è parte essenziale della vita. Ci deve sempre essere e ci sarà sempre.”

Per altre info su Roberto potete consultare il sito www.magliazzurra.com


 
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