| |
Fango, neve e sole per la cavalcata
dei Monti Cimini. 1/2/04

No, non c’è il
tempo per recuperare dalle fatiche del sabato sera.
E non aspettatevi una domenica mattinata in pigiama e felpone
di pile. No no, questa non è la solita domenica per
gli enduristi del centro Italia, un’avventura di neve,
fatica e passione attraverso i paesaggi mozzafiato dei Monti
Cimini li attende, e loro sono li pronti a raccogliere la
sfida.
Sono un centinaio, qualsiasi tipo di mezzo, dal più
professionale e recente al più antico e raffazzonato,
moto e quad, trial e non.
E questo è lo spirito giusto per queste manifestazioni,
non ci sarà il primo al traguardo, ne l’ultimo,
non ci sarà nemmeno un traguardo ad attenderci all’arrivo,
ma un pasto caldo e la compagnia degli altri appassionati,
a raccontarsi le sensazioni del giro, i miglioramenti rispetto
alle passate edizioni ed i buoni propositi per quelle future…
Alle 10 siamo tutti nel piazzale di Fabbrica di Roma, la banda
Xracer con le tele e foto camere, ed il centinaio di escursionisti
pronti per iniziare la loro avventura domenicale.
Le impressioni raccolte nella prima parte del giro sono contrastanti,
eccezionale per chi non intende un enduro estremo da trialera,
e carente per chi senza mulattiere impestate proprio non sa
stare.
Sottobosco con appoggi e poca salita e stradoni sterrati,
con l’imprevisto neve e ghiaccio soprattutto nei passaggi
all’ombra, il primo tratto effettivamente è scorrevole
“Normalissimo…” mi dico, e con gli altri
ci avviamo verso la seconda parte del giro.
Piacevolissimo tramezzo il ristoro di Chia , accompagnato
da cantucci, vino e salame di cioccolata. Indovinatissimo
il menu, ed imperdibili le chiacchiere ed i pettegolezzi dei
motociclisti impegnati a far scaldare la mascella a forza
di biscotti dopo il freddo accumulato nel primo tratto del
giro.
Salutati tutti, e recuperati un paio di cantucci, ci avviamo
verso quella che dovrebbe essere la parte selettiva del giro,
una lunga mulattiera innevata, dalle parti di Soriano del
Cimino, “la Faggeta”.
Iniziamo la salita per cercare un buon punto per le riprese,
e già due apripista tornano indietro dal cuore della
montagna per studiare un percorso alternativo, data la complessità
del tracciato ripido ed alquanto innevato.
Sappiamo che molti coraggiosi non si tireranno indietro, e
iniziamo la scarpinata verso i punti più difficili
e quindi appetibili dalla telecamera.
Arrivano i primi piloti e la salita gli fa intendere che non
la spunteranno tanto facilmente, i mezzi più leggeri
salgono agili, ma le moto più pesanti, di chi ha più
manico, non fanno rimpiangere quelle più intuitive,
puntando dritte la salita e inerpicandosi come muli.
La “mula” è davvero tecnica, canali, pietrone
e scaloni da gestire senza mai staccare l’accelleratore,
se non si vuole rischiare di rimanere fermi a far buchi con
la ruota sulla neve.
I primi capitomboli, le prime scivolate, e passato il primo
gruppo di piloti, la sede stradale molto pesante peggiora,
dato il mescolarsi della neve sciolta dalle moto con il fango
del terreno.
Dei piloti a seguire, molti bypasseranno la Faggeta per raggiungere
di nuovo la fettuccia via asfalto,e molti avventuratisi su
per la montagna torneranno indietro affaticati ed un po’
delusi, ma il terreno si faceva sempre più viscido
col passare dei vari centauri.
Per molti questa avventura finirà solo in serata, mente
i primi partiti saranno già a raccattare le proprie
cose da sistemare per il ritorno a casa, per tutti il comune
denominatore della mangiata all’arrivo a Fabbrica, tagliatelle
e bistecca ci dicono, il giusto premio dopo questa giornata
che come poche altre sa mescolare freddo, fatica, neve, divertimento
e passione.
Un ringraziamento agli organizzatori e qualche pettorina già
prenotata per la prossima edizione, per questo simpatico giro
tra gli impegnativi scorci dei Monti Cimini.
Nx
|
|