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19° MOTOTRIP NOTE DI VIAGGIO



Oramai è una tradizione. Sono ben 19 le edizioni di una cosa nata per gioco e cresciuta nel tempo, fino ad inserirsi nell’olimpo delle manifestazioni motoristiche a pieno diritto.
Stiamo parlando del Mototrip, la prima motocavalcata dell’anno.
Come sempre, la parte del leone l’ hanno fatta gli enduristi con svariate centinaia d’appassionati arrivati a Terni da tutta Italia.
Per loro, oltre all’accoglienza con spettacoli ed esibizioni del giorno precedente (tra cui una riuscitissima manche di motard), gli uomini dello staff, capitanati e coordinati dall’esperto Mario Montanari hanno preparato un percorso davvero speciale. Partenza dal solito letto del fiume, che costeggia la statale Flaminia e dopo poche centinaia di metri deviazione verso l’interno. Prima parte scorrevole anche se con qualche insidia dovuta al viscidissimo fondo del sottobosco ed un paio di difficoltà su un tratto stretto con tornantini. Qualcuno scivolava tradito dall’eccessiva sicurezza, e con il gruppo oramai sgranato si traversava di nuovo la Flaminia per dirigersi verso Torre Orsina e Castel di Lago. La classica salita della Madonna dellu Scogliu immetteva nella stretta ma divertente Mazzelvetta, che portava i Mototrippisti verso Piediluco. Una variante creata per i Quad li separava dalle moto, con queste ultime che si immettevano nella SS 79 all’altezza del cimitero. Purtroppo il fango trascinato sull’asfalto dalle moto, creava qualche problema alla circolazione stradale, ma sostanzialmente non si sono registrati problemi. Il giro proseguiva su strada asfaltata fino a Marmore, dove attraverso il vocabolo Rancio si giungeva a Ciabbuschi, un classico immancabile del mototrip. Scene da girone dantesco accompagnavano la scalata di questa difficile e pietrosa salita, ma ci hanno riferito di un passaggio mozzafiato a velocità siderale del due volte campione del mondo Fausto Scovolo. Si giungeva a Miranda al ristoro, con una piacevole variantina sotto le antenne, e dopo ancora verso l’interno nel dedalo di stradine che sovrasta la montagna. Dopo ancora sulla “corta di Fabio” verso i prati di Stroncone, passati i quali si proseguiva su velocissimi sterrati fino alla discesa dei “Trocchi”, spettacolare e lunghissima, con panorami affascinante e passaggi mozzafiato. L’asfalto ci riportava verso Stroncone con un simpatico passaggio in una mulattierina con radici d’albero a formare una sorta di scalini. Da lì di nuovo verso le Cimitelle, con l’ultima parte del sentiero Francescano in salita. E poi di nuovo in sottobosco con passaggi strettissimi ed un difficile scalino da saltare, per immettersi nell’ultima mulattiera in discesa con una notevole pendenza. Poi l’asfalto fino a Terni, dove i “superstiti” hanno trovato un pasto caldo ipercalorico ad attenderli, con un impegnativo passaggio finale su delle travi di legno. Grande soddisfazione da parte di tutti i partecipanti, stanchi ma felici, e dello staff al completo che grazie alle favorevoli condizioni climatiche non ha dovuto fronteggiare particolari problemi.





 
 
   
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