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Enduro Italiano: targato Gionni Fossati

Da un piccolo e simpatico sondaggio fatto all'interno dei paddock, Gionni Fossati è stato proclamato Main-Man dell'Enduro Italiano.


Da sempre le voci che veleggiano nei disparati, complicati ma altrettanto piacevoli Paddock, sono alla fin fine semplici commenti o pareri divergenti, atti a completare una specialità agonistica basata soprattutto sull'amicizia e lealtà, su uno sport che, chi più chi meno, ci accomuna tutti.
Da un anno a questa parte si è venuto a creare un tormentone su un'oramai immancabile figura.
Insomma una vera e propria materia di discussione. Gionni Fossati.
Contestato, criticato, applaudito ed incoraggiato. Una macedonia di pareri ma che alla fine convergono in una sola ed unica sentenza: "era l'Uomo che mancava".
Al centro soprattutto una vita fatta di sacrifici, di rinunce e di continue trasferte, ma comunque appagata da grandi soddisfazioni.
A Lui, oltre ad essere un tecnico federale, l'onere nazionale di Responsabile dei percorsi e delle speciali, impegno e dedizione che molti sottovalutano e il più delle volte danno per scontato. Un lavoro condizionato soprattutto da fattori imprevedibili come le condizioni atmosferiche, che mai come quest'anno sono state più avverse, e che riescono a stravolgere in poche ore, l'intero andamento della gara stessa ed il lavoro degli organizzatori durato interi giorni.
Ecco che in queste situazioni salgono il malumore, la rabbia e le preoccupazioni C'è il bisogno di fare delle scelte immediate e concrete, con la priorità di portare sempre a termine la gara, trovare il giusto accordo ed i compromessi con gli organizzatori e facilitare coloro per cui viene spontaneo fare tutto questo, i piloti.
Certo accontentare tutti è un impresa impossibile, anche perché ogni pilota interpreta la gara, il percorso, le speciali a proprio modo, vuoi per i differenti livelli, capacità, età e personalità. Ma Gionni, fortunatamente per il proseguo della specialità, non presta particolare attenzione a tali formalità, anche perché ci sembra che venga sempre meno naturale pensare e dar per scontato che dovrebbero essere i piloti ad adattarsi alla gara, e non il contrario, evitando così il rischio di sminuire l'Enduro e tutti i suoi presupposti per i quali si è sviluppato. Ecco perché, il più delle volte l'impatto di persona può sembrare brusco ed imperativo, costretto spesso a recitare la parte del cattivo, ma sempre pronto e disponibile.
Insomma una professione di tutta passione che fa e cura nei minimi particolari, che conduce con serietà e con il principio di un buon Padre di Famiglia, evidenziando la durezza dello sport e della gara stessa, pensando prima di tutto alla sicurezza dei piloti, esaltando le caratteristiche tecniche dei percorsi non dimenticando l'immagine e la tranquillità all'interno dei Paddock.
Concludiamo con la giusta promozione sul campo.

…(non caricarti troppo, rimani il Gionni che sei, solo così sei quello vero!)…




 
   
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