:: HOSPITALITY
   :: Compro-vendo
   :: Forum
   :: Chat
   :: Download
   :: Amici di Xracer
   :: e-mail
   :: CERCA NEL SITO
 


 
   :: NEWSLETTER
 


Nome

e-mail

Specialità


 
 

Raccontare Namur?....impossibile, bisogna viverla!

4° prova campionato Mondiale - Namur (Belgio) 07-08 Maggio

Avete mai sentito parlare della “Citadelle” di Namur? Vi hanno
raccontato mille volte di quanto sia scenografico e di quanto sia
surreale (per una gara di cross) l’ambiente? Avete cercato di
immaginare quello che può accadere durante il week end? Ma non
ci siete riusciti….vero? Non vi dannate l’anima, è normale ! Farsi
raccontare “Namur” o viverla in prima persona è proprio tutta
un’altra cosa.


testo e foto di Enzo Tempestini


 
 

Non potete nemmeno immaginare quanto sia suggestivo il rumore delle moto che arriva da lontano e che in un batter d’occhio vi sfilano davanti, tra le mille insidie di questo circuito, e non potete nemmeno immaginare quanto sia caratteristico tutto l’ambiente che circonda il circuito ed ancora, non potete nemmeno immaginare di come sia inteso il cross all’interno di questo tracciato. Raccontarlo è difficile, farvi vivere le emozioni che si provano impossibile.

Bisogna alzare “il culo” (pardon, ma rende bene l’idea di muoversi) e mettersi in viaggio verso la mitica (e definirla mitica non è proprio un’esagerazione) “Citadelle”. Arrivare il venerdi significa non sentire nemmeno il rombo delle moto (che vengono soltanto “punzonate” e non prendono la pista nemmeno per un momento) ma soprattutto significa “vedere” il circuito e magari tentare di capire come faranno i vari Everts, Pichon e Smets ad affrontare quella “S” o magari a scivolare leggeri sopra quel tratto in contropendenza.

Capire “il giro” di Namur è praticamente come azzeccare un terno al lotto. Pensi che tutti passeranno “lì” ed invece il giorno dopo verifichi che la traiettoria e proprio quella che nemmeno immaginavi minimamente. Si il giorno dopo! Se il venerdì si riesce a “vedere” il circuito nella più totale tranquillità, dal sabato (giorno di prove libere e qualifiche) diventa impossibile girovagare tranquillamente per il bosco durante lo svolgersi dei turni di prova. Un pubblico strabocchevole appare come per incanto dalle mille stradine di accesso al tracciato e va a collocarsi a ridosso delle transenne che delimitano la pista che sono collocate a ridosso degli alberi del bosco della “Citadelle” che sono a ridosso della migliore traiettoria scelta dai migliori piloti. Si, avete capito bene! Traiettoria, alberi, transenne e pubblico il tutto fuso in un insieme che và a costituire quel lungo serpentone che dal sabato mattina in poi viene chiamato “circuito”.

Le insidie e la pericolosità di detto tracciato è elevata ma Namur è Namur e tutto sembra possibile. A Namur c’è sempre il fango, che si corra in Agosto oppure in Maggio non esiste differenza, se l’acqua non arriva da Giove Pluvio, ci pensano i “marshal” a buttarla giù e di santa ragione. Dopo i primi giri percorsi, praticamente impossibile riconoscere i piloti in pista più simili a tanti “zombi” che a veri centauri del cross moderno. Sembra che il motocross, a Namur, si sia fermato di un ventennio, quando si entra nel bosco per assistere alle gesta degli spericolati ( o incoscienti ?) piloti, risalgono in mente i ricordi di quando alla guida delle potentissime due tempi i vari Malherbe, Jobe, Carlqvist si sfidavano sul tracciato della “Citadelle”.

Il fascino dello “chalet” è rimasto immutato anche se ora, al posto della famosa birreria ci sono comodi e moderni uffici, tanto che tra i presenti appostati lungo quel tratto di circuito, si sentiva ancora narrare dell’episodio che vide protagonista proprio Akan Carlqvist quando, nell’ultima stagione di mondiale da lui disputata, nella seconda manche del GP del Belgio e con oltre 40 secondi di vantaggio sul secondo, si fermò a sorseggiare una birra, per poi riprendere la marcia verso quella che fu l’ultima sua vittoria in una gara iridata. Detto questo e dopo aver cercato (ma senza possibilità di riuscita alcuna) di farvi “capire” cos’è Namur, le gare della quarta prova del mondiale motocross MX1-MX2. Durante tutto il week end si sono alternate piogge, schiarite e folate di vento caratterizzando questo fine settimana come uno dei più “variabili” degli ultimi anni e condizionando fortemente lo svolgimento delle gare.

Nella prima manche della MX2 un “fulmine” a ciel sereno ha squarciato il rettilineo di partenza andando a prendere la corda, alla prima curva, con due lunghezze di vantaggio sugli inseguitori. Antonio Cairoli. Il siciliano, leader di campionato prima della gara belga, ha mantenuto il comando delle operazioni fino al termine della frazione dimostrando una velocità al di sopra di ogni suo avversario arrivando ad avere un distacco di oltre dieci secondi sull’immediato inseguitore. Alle sue spalle si è piazzato fin dal via David Philippaerts. Per la prima volta nei “piani alti” della classifica iridata, David ha dato sfogo a tutte le sue capacità di guida sui terreni accidentati concludendo ottimamente a podio, per la prima volta in carriera, la manche. Terzo al termine Andrew McFarlane. L’australiano ha provato per parecchi giri ad attaccare Philippaerts senza riuscire nel tentativo di togliergli la seconda piazza. Chiodi ha concluso settimo, con una tenuta di gara accorta e dopo una partenza non al meglio, mentre Guarneri undicesimo, Monni dodicesimo e Stevanini ventesimo gli altri piloti italiani a punti.

In gara 2 ci si poteva aspettare ed auspicare un altro monologo di Antonio Cairoli ed invece, il pilota del De Carli Racing è rimasto attardato fin dal via. Dopo essere transitato ventesimo al primo passaggio ed aver rimontato fino alla diciassettesima posizione in tre lunghi e difficili giri, Antonio è incappato in due cadute consecutive che, lo hanno costretto a desistere dopo aver perso troppo tempo per risollevare da terra e riavviare la sua moto. Con Sword a fare da lepre e McFarlane e Melotte ad inseguirsi per la lotta alla conquista della classifica assoluta di Gran premio, la manche è scorsa via fino al termine con Chiodi quarto e Monni undicesimo. Ottimo il quattordicesimo posto di Matteo Bonini e superba rimonta del “pota” Davide Guarneri che, dopo essere scattato in quarta posizione, nel secondo passaggio è caduto ed è transitato al traguardo ventisettesimo, andando a riprendere tutti i suoi avversari fino alla quindicesima piazza finale sorpassando, proprio nel finale di manche, Stevanini che ha chiuso alle sue spalle. Out anche Davide Philippaerts che, al quarto giro è stato autore di un capottamento che lo ha costretto al ritiro mentre rimontava da fondo gruppo. Da segnalare, l’assenza di Tyla Rattray incorso in un infortunio al ginocchio durante la qualificazione del sabato. Mentre era in testa alla manche, durante il quarto giro di gara, il sudafricano è rimasto “incastrato” con il piede sinistro in un profondo canale che ha causato la distorsione del ginocchio. Costretto a saltare la gara, in settimana Tyla verrà sottoposto agli accertamenti del caso per diagnosticare l’entità dell’infortunio.

La MX1 ha riservato per noi molte meno emozioni ma solito spettacolo ed interesse per i duelli tra titani in campo. Nella prima delle due frazioni abbiamo rivisto all’opera il miglior Brian Jorgensen che conosciamo. Il danese, autore della hole shot, ha dominato la frazione imponendo il ritmo di gara dall’inizio alla fine. Secondo al traguardo Stefan Everts. Strano? Si stranissimo! Il perché è presto detto. Autore di un avvio non eccezionale (per i suoi standard qualitativi) Everts è lentamente stato assorbito dai suoi avversari tanto che, a metà frazione, occupava l’ottava posizione. Con un cambio di ritmo degno del miglior Everts che possa esistere, da metà gara in poi, il pluri titolata belga ha dato sfogo alle sue qualità di guida andando a riprendere i suoi antagonisti fino alla seconda piazza. Su un tracciato dove sorpassare era un impresa, riprendere ed “umiliare” coloro che lo precedevano è stato per Stefan un gioco da “Everts”. Si sono dovuti inchinare alla sua guida pulita e redditizia, nell’ordine; Townley, Smets, Pichon e Van Daele, sorprendentemente terzo al traguardo. Ritirati entrambi, Claudio Federici e Fabrizio Dini.

In gara 2, forse per evitare complicazioni e forse per aver capito di non poter scherzare con Jorgensen, Everts ha preso il comando fin dal primo giro, scalzando dalla testa della corsa il suo compagno di squadra autore della seconda hole shot di giornata. Con lo stesso Jorgensen che, a corto di energie, è retrocesso fino alla quinta posizione finale, Townley, Smets e Pichon si sono assestati nell’ordine alla spalle del battistrada Everts. Negli ultimi due giri di gara il neozelandese campione del mondo in carica della MX2, Ben Townley, ha dato vita ad un recupero, su Everts, di oltre sei secondi che lo hanno portato a sferrare l’attacco alla posizione di testa proprio nel corso dell’ultimo giro. Sulle whoops che precedevano il traguardo di poche centinaia di metri, al cospetto dei migliaia di fans belgi che erano assiepati sulla tribuna della splendida “esplanade” di Namur, Townley, nel tentativo di percorrere le “gobbe” a velocità folle, ha commesso un inevitabile errore che ha lasciato Everts al comando per il suo classico arrivo a braccia levate sotto il tripudio dei suoi fans. Federici ventesimo e Dini ventunesimo il magro bottino dei due alfieri italiani in gara

 

 
Partenza prima batteria classe MX2


Antonio Cairoli dopo la bella vittoria in gara uno e stato costretto al ritiro nella 2° batteria a causa di una caduta

Evertsvittorioso al traguardo di gara due


Sword vincitore di gara due della MX2


Partenza MX2 prima batteria


Podio Classe MX1


Podio Classe MX2

Andrew McFarlane



Podio Classe MX1
Brian Jorgensen



Il percorso insidioso di Namur con radici canali e fango


David Philippaerts ottimo secondo in gara 1


Andrew McFarlane


Davide Guarnieri


Antti Pyrhonen



Manuel Monni



Fabrizio Dini
 
   
  © Xracer.it 2002-2004