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Ecco dunque, cosa scegliere? Da qualche anno finalmente la moto riprende terreno sugli scooter che verso la metà degli anni novanta avevano monopolizzato il mercato. Il fenomento Hornet ha svegliato non solo gli utenti, abitiati a comodissime selle su ampi gusci di plastica ma avare di sensazioni, ma anche le case. Il Motor Show 2004, sebbene orfano di Ducati, Suzuki e Kawasaki ci ha fatto riflettere sul ritorno delle moto vere sugli scooter, che ora (vedi il manubrio dell’Honda Forza 250) iniziano a correre ai ripari.
Bene, il Motor Show, dicevamo, ci ha fatto scoprire che si sta tornando al gusto della moto, in ogni salsa e in ogni modo. Lo testimonia proprio la casa con l’ala che ha portato a Bologna la CBF 600 in versione scarenata, assolutamente non venduta in Italia da un anno per paura di cannibalizzare il cliente Hornet. Così non dovrebbe essere, se quelli del marketing di Honda Italia hanno deciso di distribuire anche qui la “nuda economica”. Talmente economica, sotto i 7000 euro, che alcuni scooter sono decisamente fuori mercato a confronto. Lo stesso motore della Hornet, con qualche cavallo in meno, tanta concretezza, insomma, per una moto decisa a non mollarvi mai. Come la sorella ricca, dicevamo, la Hornet, che grazie alla nuova forcella a steli rovesciati al rinnovato ponte di comando e allo stile aggressivo si rivolge a chi con la moto ci si diverte anche nel week end. In questo senso ci sono anche altre due giapponesi da non sottovalutare. Stiamo pensando a Kawasaki Z750 e Yamaha FZ6. Due “ragazze con gli occhi a mandorla” capaci di soddisfare anche gli smaliziati. La Yamaha adotta il motore della R6, ma debitamente addomesticato. Il telaio è perimetrale costituito da due gusci pressofusi. Bello il faro anteriore, decisamente una interpretazione del tema ben svolto e accattivante la soluzione degli scarichi sotto la sella. In comune con la Kawasaki, diciamolo pure, il criscotte della “6”. Un elemento unico con indicatori LCD per contagiri e tachimetro. La Z750 si distingue per la parentela nemmeno troppo celata con la sorellona Z 1000 della quale non riprende solo la soluzione delle marmitte con i quattro finalini. Codino all’insù con poco rispetto per il passeggero, ma di effetto sportivo non indifferente. Il motore è il più “coppioso” del lotto e permette accelerazioni di tutto rispetto. La Z è l’unica del gruppo ad avere qualcosa davanti simile ad un cupolino. Kawasaki afferma di avere studiato il tutto per favorire il deflusso dell’aria in maniera ottimale dal capo e dal collo, ma una carena è una carena….
Sulle naked si soffre, è normale. Il vento ti spezza il collo, il casco te lo trovi spesso che spinge sul naso, ma ci sono delle moto per le quali soffrire è un onore. Un nome su tutte, MV Agusta Brutale. Se non consideriamo quanto costa, se non consideriamo il fatto che per averla un pochino bisogna aspettare e se non consideriamo il fatto che la Brutale per quanto si faccia osservare diventa una ottima preda per i ladri, è certamente la moto da battere su molti fronti. Un opera d’arte il telaio tubolare, una scultura il forcellone monobraccio, senza fiato il faro anteriore. Una leggende metropolitana, dice che per realizzare il faro della Brutale alla CRC si siano ispirati ai proiettori della Porsche 911. Poco male, l’effetto è fantastico. Possedere una Brutale è come portare a spasso una top model. Il bello è che questa bella creatura è anche capace pennellare curve e imbizzarrirsi, un distributore ambulante di adrenalina. Dream Bike, al Motor Show, in questo segmento debutta anche la Moto Morini. Bella e personale, certamente non scontata e poco ispirata alle altre. Sovrastrutture ridotte all’essenziale, perché per essere elegante non serve essere sontuosi. Un serbatoio grigio e nero, due scarichi minacciosi, un bel telaio anche qui a traliccio, vestono un motore che promette soddisfazione. 1200 cc per la Corsaro, pronta a stuzzicarvi, a mettervi il germe in testa su quale puntare per fare una follia “naked”.
Altro discorso lo affrontiamo con la KTM 990 SuperDuke. Non era al Motor Show, ma questa moto è bella perché sprizza grinta da ogni saldatura. In KTM ci tengono così tanto a questo aspetto che sul sito internet acceso per presentarla, propongono un video che imitarlo in Italia significherebbe perdere i 20 punti della patente in 12 centesimo di secondo. Arriverà al più presto, il prezzo ancora non si sa con certezza. Quello che sembra sicuro è che con questa moto sotto le terga, sarà difficile passare inosservati. Colore base Arancio e Nero, spigoli vivi da tutte le parti, un bicilindrico concreto come un crucco. Buon divertimento!!
Arriverà alla fine anche lei. Voluta a furor di popolo, la Muhlacen della Derbi. Presentata in più di un salone come esercizio di stile, alla fine è piaciuta talmente tanto che alla fine hanno dovuto dire sì alla produzione. Metà anno prossimo e potrete toccarla dal concessionario. Si tratta di una “scrambler” come lo era la Ducati di qualche anno fa, solo rivisitata in chiave anni 2000. Può piacere, può non piacere, sarà un successo. Certo è che l’effetto scenico non manca e allora, benvenuta Derbi. Anche qui per il prezzo è presto. Ma come si diceva all’inizio…scooter tremete, le moto son tornate!
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Moto Morini Corsaro 1200

MV Augusta Brutale

Moto Morini

Moto Morini

Honda Hornet 600
 Honda Hornet 600

Kawasaki Z 1000

Honda CBF 600

Derbi Muhlacen

Derbi Muhlacen

Derbi Muhlacen

Kawasaki Z 750
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