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IL SALONE DELLA CONCRETEZZA

Prodotti mirati e veicoli di facile produzione per una kermesse
priva dei grandi fasti del passato. Grandi novità per naked
e supermotard stradali, mentre il fuoristrada era
decisamente in sottotono


Di Andrea Borelli



 
 

A Monaco, non abbiamo visto il solito salone. Niente concept-bike, spariti i prototipi da fantascienza, scomparsi i mezzi superaccessoriati.

Tutto quello che c’era non aveva nulla a che vedere con le provocazioni del passato, quando lo sfarzo era il principale protagonista dei saloni invernali. In pratica si sono visti prevalentemente veicoli di futura commercializzazione, spesso già nelle preserie iniziali e solo pochi, pochissimi “manichini” da sviluppare. Praticamente, quasi tutto quello che abbiamo visto andrà in produzione e di questo saranno contenti gli appassionati, stanchi di sognare moto che non arriveranno mai nelle vetrine dei concessionari. Purtroppo, la parte che maggiormente ci interessa, quella del fuoristrada, era in tono minore.

La honda, regina del mercato mondiale, aveva messo in un cantuccio del suo stand (enorme) la CRF 450 X. Per trovarla l’abbiamo dovuta cercare. Il resto della gamma cross... non siamo riusciti a trovarla. Però la novità si chiama FSX ed è rivolta al mercato degli appassionati stradali, tutti quelli per ui la CRE 450 SM è troppo specialistica e l’XR 650... non ha l’avviamento elettricoe costa troppo. In pratica la FSX è sviluppata sulle ceneri del Dominator ed è proposta ad un prezzo assai interessante. Molto belle anche le nuove Husky, con la nuova 610 SM decisamente affascinate. Alla Derbi non potevamo non notare la 659, una moto che sembra nata per il dirt track, e l’avremmo apprezzata anche senza la ragazza che la cavalcava sinuosamente... ma così ci è piaciuta ancora di più. Suzuki aveva portato le 450 ufficiali e alcuni prototipi con kit sviluppati da Yoshimura, storicamente legato alla casa giapponese. Simpatica la presenza di case minori come la Java, con la sua supermotard allestita con telaio a traliccio e motore (presumibilmente) derivato da quelli da speedway o da short track.

Le plastiche sono evidentemente simili a quelle delle CRF. Molti anche gli allestimenti delle varie moto fatte da produttori di parti speciali. Aprilia, infine, insieme alle 450 ufficiali esponeva la Pegaso strada, moto intelligentemente derivata dalla cube, dotata di pneumatici stradali e che strizza l’occhio al supermotard inteso in modo turistico. Che sia questo il futuro?

 
































 
       
   
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