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Una StreetFighter all'italiana.

Ha impiegato 6 mesi di lavoro, di spese e di discussioni con
la sua fidanzata, ma alla fine ce l'ha fatta. Alessandro Martini
ha portato a termine la sua piccola impresa, costruite la
sua Street Fighter. Ma cosa significa, da dove viene questa
moda?
I più attivi in questo campo sono gli inglesi
e i tedeschi che riescono a fare delle vere e proprie opere
d'arte con moto a volte da buttare. La CBR 900 che ha utilizzato
come base Alessandro, non stava così male, ma lui ha
ugualmente agito di cesello per creare una moto tutta sua.
Le particolarità scattano subito all'occhio. Davanti
addio alla carena, alla strumentazione originale e alla forcella
di serie. Il tutto ha lasciato posto a una forcella di derivazione
GSXR a steli rovesciati, il parafango viene da una Aprilia
RS 250, il faro è di uno scooter Leonardo, e il cruscotto
è ora tutto digitale multifunzione.

Dietro gli interventi maggiori. Smontato e messo in soffitta
il forcellone posteriore. Al suo posto una unità monobraccio
di derivazione VFR 750. Con questo elemento Alessandro ha
dovuto adottare anche le conseguente ruota specifica, ma non
basta. Ora il codino, totalmente monoposto (di derivazione
Yamaha R1) ingloba due sottilissimi terminali appositamente
costruiti per questa realizzazione dal Ajko, lo specialista
romano che sta prendendo sempre più piede anche nel
motard. Gli scarichi, che si intravedono da sotto al codone,
terminano con due beccucci ai lati del codino, l'effetto estetico,
in questo caso è veramente fenomenale.

Per
il portatarga Alessandro ha sapientemente modellato due tubetti
di ferro (successivamente cromati) che abbracciano la ruota
posteriore e terminano in un supporto per targa e faro. Ma
non è tutto. Una volta in moto, il borbottio del motore
fa sospettare che anche lì si sia lavorato, e infatti..."Ora
la moto- ci spiega Alessandro Martini - ha 148 cavalli alla
ruota, un mostro!! Testa, pistoni, cammes, cambio, tutto è
stato rivisto per ottenere un'accelerazione bruciante".
Il tocco finale è stata certamente la scelta dell'estetica.
Su una base totalmente nera, Alessandro ha fatto protagonista
una grande X. "In effetti - sorride - mi sono ispirato
al vostro logo nell'immaginare il nome X Reloaded che è
il marchio con cui sia io che Marzio Minieri corriamo nel
Regionale Motard." Un lavoro lungo e meticoloso che da
le sue soddisfazioni, non c'è semaforo, infatto dove
la moto di Alessandro non sia ammirata.
La
cosa più bella è che la X Reloaded ha anche
passato la revisione obbligatoria senza alcun problema. Una
bella risposta atutti quelli che vedendo le foto avranno immaginato
mille problemi per la normale circolazione. Il costo di X
Reloaded, alla fine è stato di 6000 euro, ma bisogna
ammettere che questa opera prima di Alessandro Martini valga
molto di più del suo valore nominale. State comunque
in guardia, Alessandro ha già sviluppato una seconda
moto. Si tratta della Ducati Monster 900 della sua ragazza,
Roberta. Un tuning soft in questo caso. La colorazione identica
alla X Reloaded, scarichi in carbonio, cruscottino Aviacompositi,
spuzzate di carbonio a profusione e portatarga inclinato...
In effetti per tutte le ora che Alessandro ha passto a modificare
la sua belva non poteva pretendere di passarla liscia con
la sua Roberta che ha giustamente preteso una personalizzazione.
La X Reloaded, comunque, è in vendita, per tutti coloro
i quali fossero interessati ad avere una moto unica, questo
è il numero di telefono di Alessandro Martini:3280262018.


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