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Ad un primo approccio si capisce subito di trovarsi di fronte ad un mezzo di fascia elevata, le finiture sono di ottimo livello e tutto è curato nei minimi dettagli.
La strumentazione appare di aspetto moderno e funzionale con un display digitale che indica velocità, due o quattro ruote motrici inserite, livello del carburante, contachilometri e trip. Ci sono poi le spie per indicatori di direzione, quattro frecce, retromarcia, marcia neutra, abbaglianti e olio. I comandi al manubrio sono tutti raccolti sul lato sinistro poiché sul destro è presente solo la leva dell’acceleratore, da azionare con il pollice, oltre ad un interruttore che permette di inserire le quattro ruote motrici. Sempre sul lato destro si trova poi la cloche posizionabile su quattro step: ridotte, marcia normale, parcheggio e retromarcia. La posizione di guida da seduti è molto comoda, grazie anche ad una sella sufficientemente ampia ed imbottita, solo i piloti di statura elevata si potrebbero trovare un po’ raccolti. Il manubrio largo e dalle estremità rivolte verso l’alto, insieme a pedane ampie e dall’ottimo grip, garantiscono invece un buon controllo del mezzo anche nella guida in piedi.
Come dicevamo ci troviamo di fronte ad un mezzo cosiddetto utility, non destinato alle competizioni, ed infatti l’estetica è fortemente caratterizzata da due robusti portapacchi, uno anteriore dalla capacità di carico di 40 kg ed uno posteriore capace di sorreggere 80 kg. Ma le note più interessanti vengono dalle caratteristiche tecniche: sistema elettrico di selezione della trasmissione 2WD/4WD, trasmissione automatica Kawasaki KAPS con differenziale regolabile, sospensioni a doppia forcella indipendente con doppi ammortizzatori regolabili, il tutto per gestire l’eccezionale propulsore V-twin di 750cc con cilindri rivestiti in alluminio che, secondo Kawasaki, eroga una coppia più alta rispetto a qualsiasi altro motore standard, ben 60.7 Nm (6.2 kgf·m) / 5000 giri/min. Non poteva mancare, per finire, un impianto frenante di tutto rispetto, composto da una coppia di dischi da 200 mm con pinze a doppio pistoncino all’anteriore, e da un esclusivo sistema multidisco in bagno d’olio al posteriore.
Si ottiene così un veicolo capace di affrontare qualsiasi terreno e di aggredire, anche a pieno carico, i pendii più impervi. L’unico limite è il ribaltamento ma in questo caso viene in aiuto il sistema che interrompe l’energia, e quindi spegne il motore, quando si supera l’angolazione critica, sia verticale che laterale.
Impressioni di guida
Scordatevi tutto quello che avete imparato fino ad oggi, il KVF 750 ha un manubrio ed una sella ma le analogie con una moto finiscono qui. Per avviare il motore, dopo aver girato la chiave, occorre tirare il freno e contemporaneamente una levetta, e già qui è strano: invece del classico bottoncino magico troviamo una piccola leva. L’operazione è comunque molto semplice e, casomai dovessero esserci dei problemi, è presente anche un pratico sistema di avviamento a strappo. Una volta acceso l’impressione è subito buona, il motore borbotta sornione, non è troppo rumoroso ma fa intuire la forza di cui è capace. Al posto della manopola dell’acceleratore troviamo una leva (ancora una volta) da azionare con il pollice, sulle prime il funzionamento non è molto intuitivo, alla minima pressione corrisponde una risposta immediata del propulsore ma bastano pochi metri per prenderci la mano. Mantenendo un’andatura moderata il confort di marcia è ottimo, la posizione del busto è eretta e la sella comoda, le sospensioni a bracci indipendenti assorbono egregiamente ogni asperità tanto da farci quasi dimenticare di viaggiare fuoristrada. Ma le potenzialità di questo Kawa a quattro ruote sono molto elevate ed allora cominciamo a spingere un po’ per cercare di capire meglio la dinamica di questo mezzo che, ricordiamo, è destinato principalmente ad un uso da diporto e lavorativo. Ed infatti ci accorgiamo subito che tanto è facile andare a spasso quanto è complicato portarlo al limite. E’ necessaria una guida di forza, bisogna stare sempre in piedi e pronti a contrastare ogni reazione con repentini spostamenti del corpo.
All’aumentare della velocità le sospensioni, tarate più sul confort che per un utilizzo sportivo, perdono di efficacia e soprattutto in presenza di buche in serie si viene sballottati continuamente da una parta all’altra andando ad influire negativamente sulla guida e obbligando a grandi sforzi fisici.
Dove il terreno è meno sconnesso invece ci si può divertire a fare grandi spazzolate in curva aiutati da un motore che ad ogni minima sollecitazione del pollice reagisce con molta spinta. E proprio il motore è uno dei punti forti di questo quad che, più il terreno si fa accidentato, più si trova a suo agio, inoltre con un semplice interruttore si può passare dalla modalità 2WD alla 4WD e questo unito alla gran coppia a disposizione permette di affrontare qualsiasi ostacolo.
Se poi si vuole osare ancora di più sono sempre disponibili le ridotte, ed allora l’unico limite, oltre agli ingombri fisici del mezzo, diventano solamente il coraggio e la fantasia del pilota. |
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Per la prova sono stati usati:
Stivali: Oxtar TCX Pro
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Scheda tecnica
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PREZZO 14.380 euro
IVA inclusa
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GALLERIA FOTO
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VIDEO
High - ADSL
Low - MODEM
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