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SOFT O STREET
Soft o street. Il dilemma è di tendenza. Soft Motard o Street Motard? Si tratta di stabilire quel’è la nuova tendenza del mercato in tema di motard. Se tutti infatti propongono modelli ispirati al fenomeno sportivo degli ultimo anni, qualcuon cerca addirittura di reinventare il genere. Allora per capire cosa succede, ci siamo calati nei vostri panni e ci siamo messi a confrontare una classica e bonaria Honda FMX 650 con una post atomica e personale Yamaha MT03.

In comune queste due motine hanno un cuore single e la particolare attitudine a fare le bisce. Quello che proprio ancora non digeriscono è la velocità. Non per quella di percorrenza, lì ne abbiamo un bel po' ma queste due "sorelle" si esprimono in maniera diversa.
Andiamo con ordine e vediamo le cose che possono accumunarle. Allora, innanzi tutto entrambe hanno cerchi da 17" con gomme sportive, ma una adotta le ruote in lega e il doppio disco anteriore (la MT03) e l'altra i cerchi a raggi con un singolo disco davanti (FMX). Sono entrambe senza cupolino, ma una ha un faro di nuova concezione e un cruscotto piccolo e completo (MT03), mentre l'altra ha la mascherina portafaro tipo enduro e il cruscottino ereditato dalla vecchia e gloriosa XR 650 (FMX). Hanno tutte e due un mono, ma il primo è raffreddato a liquido (MT03), l'atro deriva dalla poderosa unità che equipaggiava la Dominator (FMX).

Il comportamento dinamico è simile e diverso. La FMX è una motard vecchio stile, sembra, insomma che abbiano preso una moto da enduro e, come succedeva in Francia negli anni 80, ne abbiano applicato due cerchi da 17". Il comportamento e la posizione di guida è classico dei Motard allestiti. Sospensioni morbide, sella alta e raccordata al serbatoio (che sembra in plastica come quello della specializzata CRF, ma è di lamiera) e freno anteriore dal mordente limitato nella prima fase e brutale se si esagera. La FMX ha una tendenza a scomporsi e a galleggiare nella curva, nulla di trascendentale, se ci si abitua si guida anche in maniera abbastanza spettacolare. Il motore è robusto, un macinachilometri affidabile e sornione, ovattato quanto basta dalle due marmitte che fanno il verso alle LASER di una volta. Il consumo è modesto, circa 20/22 km/l, ma come sempre non bisogna esagerare con il gas. Una cosa che proprio stona su una moto degli anni 2000 è l'antico rubinetto della benzina, uguale a quello della XR Paris-Dakar degli anni ottanta, lì sul fianco sinistro del serbatoio a qualche centimetro dall'infuocata (specialmente in questo periodo) testata.

La MT03 è stata una sorpresa. Si porta come un motard, si guida come una moto vera ed ha carattere da vendere. Non è solo la linea a colpire, ma ci si mette anche la taratura dell'iniezione elettronica del mono Yamaha, che fa scoppiettare gli scarichi ad ogni chiusura di gas. Esaltante, soprattutto perchè le forze dell'ordine nulla possono contro i numeri di omologazione!! Il manubrio è ampio e permette un'ottimo controllo. Il ponte di comando, lo si diceva prima, è piccolo ma completo. Contagiri rotondo (assente sulla FMX), contachilometri digitale con tachimetro grande e leggibile. La funzione, particolarmente apprezzata è quella della riserva automatica, che quando si aziona, accende la classica spia della benzina e azzera il trip master per farvi vedere quanta strada state facendo per evitare di rimanere veramente a piedi. I dischi freno qui sono due. Grandi, ereditati dalla vecchia R6, serviti da 2 pinze generose e modulabili. E' uno spasso arrivare ai semafori e far alzare il posteriore in frenata, in tutta sicurezza. La grinta del motore, invece, è avvertibile subito. In prima la ruota anteriore tende a staccarsi dall'asfalto, mentre la posteriore non disdegna di scivolare. Da segnalare l'ingegnoso sistema utilizzato per fissare il monoammortizzatore posteriore. Nessun biellismo progressivo, solo un bel forcellone che utilizza un mono spingente attaccato nella parte anteriore del telaio. Il sistema funziona alla prefezione e non fa scomporre la moto a nessuna velocità.
Ecco la nota dolente, per entrambe, la velocità. La velocità di crociera di queste moto è di massimo 140 km/h, poi lasciate stare per rispetto del collo. Oltretutto, non è salutare dal punto di vista del consumo andare più forte. Non avendo alcuna appendice aerodinamica la richiesta di carburante da parte dei motori diventa esosa, e di questi tempi...

Comunque dalla loro queste moto hanno il prezzo, poco più di 6400 euro per la Yamaha e 6000 per la Honda. Chi vince? Secondo noi, la più efficace in tutti i sensi, su strada è la MT03. Stabile, precisa e bizzosa quando si vuole giocare. Divertente e rassicurante la FMX, non emoziona come la rivale. Da segnalare che entrambe sono costruite in Italia, la Yamaha a Gerno di Lesmo, la Honda nella storica sede di Atessa.
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