Inizia a fare freddo a Latina nell’ultimo week end di settembre. Siamo di nuovo in pista, e stavolta con la complicità di un pilota che molto probabilmente si farà strada nei prossimi anni, abbiamo la possibilità di mettere il sedere su una Honda CBR 600 RR (dai Max che si scherza!!!). Sì, lo sappiamo che non si tratta di una novità assoluta e che al contrario, proprio durante l’attuale salone di Monaco è stato presentato il modello 2005, ma questa non è proprio una moto che si compra dal concessionario. Si tratta, infatti, di una delle 10 CBR RR preparate dal team Camel Pons replica di Max Biaggi e Makoto Tamada. Neanche a dirlo la nostra aveva i colori di Max e insieme alla moto c’era anche lui, impegnato in un test di pneumatici per la Michelin sia sulla CBR sia sulla sua CRF 450 Motard.
Mentre Max era impegnato nella prova dell gomme motard ci siamo calati per qualche giro nei suoi panni. Certo non eravamo sulla sua RC211V ma l’effetto scenico in qualche maniera poteva accostarsi. C’è da dire che la CBR 600 RR è una (la prima) replica di serie della moto pluricampione del mondo della casa con l’ala, uniche differenze: i fari, le frecce, gli specchietti e circa 160 cavalli in meno. Ma non conta. Anche se il Sagittario di Latina non è il suo habitat abbiamo inforcato la piccola giapponese per qualche tornata. All’inizio, saliti in sella ci si sorprende per le dimensioni. Questa 600 è compatta come si addice ad una supersport di razza. I comandi sono tutti a portata di mano e di piede. Piccolo e rastremato è il cupolino dalla parte del pilota, mentre è affilato se visto frontalmente.
Il serbatoio, che fa in tutt’uno con la carena, ha gli incavi laterali ben dimensionati, mentre la sella, sagomata come quelle racing, ha il comfort necessario alla sola pista. Le pedane, e qui è stata una sorpresa, non sono impiccate e alte come ti aspetteresti, piuttosto sono alla giusta altezza. Il manubrio, invece, presenta un’angolatura delle manopole abbastanza accentuata, ma siamo su una supersport e non dobbiamo scordarcelo. Una volta in sella dicevamo, il pilota è un tutt’uno con la moto. Girata la chiave e avviato il motore, il tono di voce di questo quattro cilindri giap ci sembra fin troppo civile. La moto è totalmente originale per quanto riguarda la meccanica e il silenziatore per quanto riguarda il rumore fa egregiamente il suo mestiere. Una mano al gas, giusto per vedere l’ago del contagiri alzarsi, fa cantare le sedici valvole della cbierrina.
Piccolo ma completissimo il quadro comandi, con il contagiri nel mezzo e ampi display ai lati per temperatura del liquido refrigerante, livello benzina (e qui mi domando perché sulla cbr sì e sulla Deauville e sulla Varadero, che sono da viaggio, no..) e per il tachimetro. Iniziamo a girare, a Latina si mettono tre marce, massimo 4, quando si è proprio in vena. Ma alla fine la moto è stabile, precisa e frena con un buon mordente nonostante la nostra CBR non sia equipaggiata delle tanto modaiole pinze radiali (che sono però sulla versione 2005). Le sospensioni, totalmente regolabili ci fanno intuire il loro potenziale sopportando bene le asperità del circuito solitamente adoperato per gare di motard e kart.
La posizione sulla sella si conferma estremamente ben studiata. Negli spostamenti del corpo il pilota non è mai ostacolato ma facilitato dal disegno delle sovrastrutture. Pecca in qualche modo l’erogazione del motore, molto appuntita che non consente di andare con l’ago del contagiri troppo in basso. Altra cosa alquanto fastidiosa è la tendenza al singhiozzo nell’apri/chiudi del comando del gas che costringe a viaggiare con accortezza soprattutto nelle curve lente del tracciato pontino. Stabilità ai massimi grazie alle nuovissime coperture Michelin Race Power che abbiamo avuto modo di provare in anteprima assoluta. Si tratta di pneumatici strettamente derivati dall’esperienza delle corse con costruzione del battistrada a listelli longitudinali e una scolpitura essenziale che ne fa una gomma estremamente adatta all’asciutto.
In pista questa gomma non ha dato alcun problema, il comportamento è quello noto delle coperture francesi, ottime e sincere in appoggio e estremamente professionali nella zona di maggior angolazione dove bisogna saper capire il momento per non andare gambe all’aria. Non abbiamo avuto problemi per il freddo, (circa 15 i gradi dell’aria con un temporale in arrivo), le gomme vanno in temperatura in meno di un giro.
Il tempo a nostra disposizione è finito, ora tocca a Max guidare la sua CBR 600. Il pilota si farà… Grazie Max della giornata!