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Una brutta avventura all'ultima gara del regionale laziale.
Prima domenica di ottobbre, l'ultima prova del regionale enduro si è svolta a Monte Romano in concomitanza con l'italiano enduro moto d'epoca.
di Stefano Riccioli
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Per prime partono le moto d'epoca e l'aria è ancora molto fredda, qualcuno fatica a partire ma fa parte del fascino di queste moto con migliaia di km alle spalle; con un quarto d'ora di distacco ha inizio il regionale laziale.
Giro già conosciuto per i veterani, con i soliti stradoni veloci e tanta polvere, non è una novità neanche la linea, il fettucciato sembra essere un campo di prova per i limitatori: curve che raccordano rettilinei da quinta piena, seguiti da serie di curve guidate che lasciano solo ai più fluidi la possibilità di esprimersi al meglio.
Dopo il primo giro, tra i furgoni, s'inizia a parlare realmente della pericolosità della linea e tutti sembrano pronti a chiudere il gas, tranne chi ha davanti a se un abbiettivo: la vittoria. E' l'ultima gara e le classifiche non sono ancora definitive.
Scorre così un altro giro, un'altra ora di sport, dove tutti prendono le misure per migliorarsi al giro seguente. Qui finisce la tranquillità della gara ed inizia una brutta avventura.
Terzo giro, seconda linea cronometrata, per chi è nelle retrovie oltre alle traiettorie pulite trova anche diverse persone ferme, infortunate o con problemi meccanici.
alcuni piloti si fermano a parlare con gli infortunati, altri non se ne rendono conto e continuano la loro gara. La situazione viene spiegata al cronometrista alla fine della linea, il quale registra la notizia ed il numero di gara dei piloti che hanno effettuato la segnalazione, il cronometrista si limita a registrare la segnalazione, essendo impossibilitato a comunicare con la direzione gara e con i cronometristi ad inizio linea.
Viene contattata l'ambulanza ed avvertita la direzione gara che autorizza i piloti a comunicare la notizia per bloccare la linea e dare la possibilità ai soccorsi d'intervenire.
Il mezzo di soccorso è del tutto inadeguato per raggiungere il posto, quindi il medico viene trasportato con una moto di uno dei partecipanti. Costantino Lampa, con un piede rotto viene trasportato con una moto fino all'ambulanza. Simone Cianfarani, con un ginocchio rotto non può essere mosso, i soccorsi si limitano all'osservazione del pilota il quale si vede sfilare davanti tutti i partecipanti per il quarto giro della gara.
La linea è stata sospesa ed è considerata parte di trasferimento, tutti si soffermano a parlare con Lui, si sincerano della sua situazione e continuano il giro per finire la gara.
Davide Piovesan, un pilota iscritto, con un mezzo proprio provvede al recupero dell'amico, che solo a fine gara riesce a raggiungere il paddok per poter poi essere trasportato all'ospedale.
Più di tre ore per essere soccorso sono veramente troppe per continuare ad
iscriversi tranquillamente alle prossime gare regionali, non possiamo continuare ad affidarci alla fortuna in questi eventi sportivi, e non possiamo fermarci a ragionare ed a criticare le diverse organizzazioni delle gare solo dopo eventi spiacevoli.
Dovremmo rendere più costruttivo questo periodo di stop delle gare, magari per porre le basi per un organizzazione di piloti e tecnici che si assicurino delle misure di sicurezza reali di ogni evento.
In attesa di un incontro e della classifica finale del regionale, porgiamo
i nostri auguri a tutti coloro che questo anno hanno animato il regionale
laziale, un saluto particolare va a chi oggi è infortunato, auguri.
Grazie a tutti.,:;!()?
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