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Era iniziata benissimo. Dopo la prima gara, corsa subito dopo un vero nubifragio e accompagnata da un timido sole, sembrava che tutto fosse divenuto più facile per la quarta edizione del Trofeo Lazio Supermotard.
Erano previste sette gare su cinque differenti tracciati, ma già alla seconda prova, sono iniziate ad emergere quelle che più che problemi, potremmo definire sfortune.
L’asfalto del piazzale del porto di Terracina, iniziava a sbriciolarsi dopo pochi giri e quella gara sarà ricordata solo per l’altissimo numero di cadute. Purtroppo, correre in un magnifico contesto serve a ben poco in questi casi e nonostante gli sforzi organizzativi, non tutto è andato per il meglio.
La successiva gara, prevista a Marino era annullata il venerdì subito precedente la manifestazione. Purtroppo, fino a quel punto vi era stata la laconica mancanza dello sterrato (a Latina inagibile per la pioggia e a Terracina irrealizzabile) e la presa di posizione da parte della FMI, con un’apposita circolare che prevedeva almeno un 20% di terra, impediva di omologare il tracciato ricavato nel parcheggio del Palaghiaccio.
Grande successo per la gara di Civitavecchia. Con pochi aggiustamenti, il circuito “La Scaglia” era in grado di soddisfare stradisti e fuoristradisti, sfruttando appieno il tratto asfaltato ed in aggiunta, un lungo tratto fuoristrada selettivo e divertente.
Alla data successiva la tragedia. A Rieti (gara poi annullata), durante la prima manche della Sport Promo, trovava la morte Lorenzo Michelazzi.
L’ambiente era sconvolto e attonito. Nessuno pensava che con il supermotard si potesse anche morire...
L’organizzazione decide di posticipare gli eventuali recuperi e così, dopo una gara non valida per il trofeo, organizzata da Lucarini e corsa a Latina non si intravede la possibilità di fare altre gare oltre a quella prevista per il 3 ottobre, sempre a Latina, vuoi per l’indisponibilità degli impianti, vuoi per problemi d’omologazione delle piste (ovviamente, dopo un fatto di cronaca, si restringono i parametri e si diventa fiscali). L’ultima gara è di nuovo un successo, grazie all’eccellente impianto del Sagittario, in grado di ospitare gare nazionali ed internazionali (vi corrono anche l’Italiano ed il Mondiale).
Ma oltre alle piste e agli eventi, i protagonisti di tutto ciò sono stati anche i piloti.
La 125 (chiamata “Superpromo” perché include anche le 250 4t) è letteralmente dominata da un solo nome. Claudio Nicolamme, già secondo lo scorso anno. Il viterbese “schiaccia” letteralmente i suoi avversari dominando nettamente tutte le gare, con sette primi ed un secondo posto di manche. Da sempre l’illusione di essere alla portata, però la sua TM è sempre la davanti e nessuno è stato in grado di prenderlo. Dietro di lui, Vicenzino Magrin e la sua Suzuki. Per lui delle gare eccellenti condite da qualche errore e sostanzialmente un buon campionato, dove ha potuto fare esperienza per la sua futura carriera. Al terzo posto un interlocutorio Andrea Borelli, con la prima (e praticamente unica) quattro tempi, la fiammante Honda CRF 250R. Per lui delle gare orribili e delle altre eccellenti, ma troppo poco per chi ambisce a qualcosa di più. Il suo merito è comunque quello di essere giunto sempre al traguardo, anche dopo cadute cruente. Nel fuoristrada è molto veloce, ma ha perso tanto sull’asfalto. Da rivedere la sua preparazione....
Gli altri due protagonisti della classe sono Michele Carnevale, velocissimo ma incline all’errore e il cui mezzo lo ha spesso tradito, e Sergio Iale, l’unico in grado di vincere una manche oltre a Nicolamme, ma con poca esperienza, carenza di cui ha pagato lo scotto.
PROMOBIKE
Luigi Zamparini ce l’ha fatta. Veterano di mille battaglie, anche quest’anno ha dovuto sudare sette camicie. Ma alla fine ha vinto meritatamente il titolo. In sella alla CRF 450, si è alternato in dure battaglie con altri velocissimi protagonisti. Per lui solo due centri, ma anche una costanza di piazzamenti di vertice. Aggressivo nella guida, viene dal motocross e corona la sua stagione dopo la beffa dello scorso anno.
Eterno piazzato è il velocissimo Crazy Cangiano. La sua TM 300 è stata spesso davanti a tutti, e sarebbe lassù in cima, se la catena non avesse ceduto a Civitavecchia e se il buon Massimiliano non avesse fatto qualche caduta di troppo. Quest’anno, per lui quattro centri. Quando è in gara è arrembante, strano da vedere ma molto efficace. E prima o poi, metterà la testa a posto...
Franco Benvenuti è più tranquillo, ma non meno veloce. Finalmente su una moto competitiva, la KTM 525 corre per divertirsi e arriva spesso davanti. E quando non è in lotta per la posizione, dà spettacolo, dedicandosi a lunghissimi monoruota per la gioia del pubblico. Corretto nella guida, alterna il supermotard all’enduro amatoriale. Un solo centro per lui nelle manche del TLS.
L’assenza di Federico Alì nell’ultima gara lo ha di fatto estromesso nella lotta per il podio, dove era rimasto a lungo, relegandolo in quarta posizione. Per lui una vittoria di manche.
Alla prima esperienza agonistica potremmo definire ottima la stagione di Luca Padova, volenteroso e grintoso in sella ad una vetusta Yamaha TT. E’ lui l’emblema del vero appassionato, e la soddisfazione del quinto posto finale lo premia.
SPORT PROMO B
Il minicampionato dei piloti meno performanti vede Francesco Panetta su Mario Raffaelli e Marco Ciani.
SPORT PROMO
E sono due... Daniele Zamparini centra anche la Sport Promozionale, dopo il trionfo nella 125 lo scorso anno. Il giovanissimo pilota del Team Pierpaoli era indicato da molti come un futuro protagonista, ma in pochi si aspettavano una simile grinta e determinazione. La sua CRF è stata spesso davanti e sempre nelle prime posizioni. Nulla da dire, nonostante la mancanza d’esperienza. Per lui due vittorie.
Paolo Salmaso aveva impressionato fin dai test invernali. Purtroppo per lui lo zero nella gara di Civitavecchia pesa come un macigno nella sua classifica e le tre vittorie di manche non lo consolano Anche la sua CRF è stata sempre nelle posizioni che contano, ma alla fine è secondo.
Marco Governatori aveva cominciato in sordina, poi via via è stato un crescendo. Per lui due vittorie e alcuni piazzamenti importanti che hanno portato il suo score al terzo posto della generale. E nell’ultima parte della stagione sembrava davvero irresistibile...
Valentino Magrin non è riuscito ad avere quell’acuto che voleva, ma con alcune belle prestazioni si è accaparrato il quarto posto, davanti ad Emiliano Marini, che ha alternato buone gare ad altre non memorabili.
SPORT ELITE
Paolino Cianfrocca ha di nuovo iscritto il suo nome nell’albo doro del TLS. Dopo la Sport Promo nel 2003, nel 2004 ha fatto sua anche la Sport Elite. Il suo controllo della moto è veramente impressionante e nei tratti fuoristrada è veramente fortissimo. La sua guida aggressiva e sempre al limitatore ha fruttato tre vittorie e un’eccellente impressione generale. La sua CRF, preparata dal fido Yoshi è stata sempre all’altezza, ed il titolo non poteva sfuggirgli.
Dietro di lui Francesco Bianconi, una conferma dopo la vittoria nel 2003. Per lui qualche problema d’adattamento alla TM 450 che in ogni modo si è ben comportata. Nel suo carnet un centro nell’ultima gara ed un futuro che lo attende da protagonista, vista anche la giovanissima età.
Andrea Massaro è sempre stato velocissimo, ma in realtà non è mai apparso in grado di contrastare i migliori avversari. La sua forza è stata la costanza, che ha visto la sua CRF spesso sul podio e sempre al traguardo in eccellente posizione. Gli manca ancora un po' di “cattiveria agonistica” e qualche volta è sembrato subire i diretti antagonisti, ma visto il livello, dobbiamo congratularci con lui. Con i primi c’è sempre, e alla fine toccherà anche a lui salire sull’olimpo.
Quarto è Simone Girolami, sempre primo nelle sue apparizioni nel Trofeo Lazio. La sua esperienza “mondiale” si è vista eccome, così come la sua velocità.
Dietro i “fenomeni”, Acciughino Colaci, sempre più consistent anche nel supermotard e con margini di continuo miglioramento.
PRESTIGE
Luca Minutilli all’inizio ha dovuto sudarsela. Poi ha iniziato a vincere, fino a quando, gli avversari si sono autoeliminati. E allora è ancora il suo, il nome in cima alla lista della prestige, e se lo scorso anno, pur vincendo il regionale aveva dovuto inchinarsi ad Erik Camerlengo, quest’anno per lui non ci sono stati problemi. Le cinque vittorie lo dimostrano.
Giovanni Gabrielli ce la mette tutta, è spesso con i primi, ma sembra che ancora gli manca qualcosa per vincere. La costanza di risultati lo porta comunque al secondo posto e visto il crescendo, ci attendiamo da lui qualcosa di speciale per il prossimo anno.
Ermanno Bastianini aveva iniziato vincendo. Era in lotta per il titolo, ma per lui il TLS non è l’impegno principale, e così salta l’ultima gara per una concomitanza con la velocità (nella quale è protagonista in numerose categorie). Maurizio Lucarini, invece è costretto a saltare l’ultima gara per infortunio. Dopo gare eccellenti e una vittoria (e dopo una fantastica prestazione in una gara dell’europeo) si fa male con lo scooter in un banale incidente.
Più staccato è Michele Cotronicchi, con la prima moto non honda (una KTM), con qualche bella gara e qualche prestazione più opaca, ma giustificabile, visti i valori espressi in campo dal gruppo di testa (di cui ricordiamo far parte anche Graziano Rispoli, presente in un paio d’occasioni).
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CLASSIFICHE
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