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Lo spettacolo che ci appare è devastante. Un mare di immondizia, per lo piu’ plastica e bottiglie, a ricoprire il manto erboso o infilato nei cespugli (ma che trovata geniale!).
Questo il risultato del pic nic bucolico tradizionale di pasquetta.
A parole è difficile descrivere lo spettacolo, forse le immagini aiutano a rendere l’idea. Fatto sta che la sensazione provata è stata di malessere quasi fisico davanti a quello scempio. Il tutto reso ancora piu’ surreale dalla bellezza assoluta del posto, reso impraticabile con una opera di devastazione che sembrava quasi intenzionale da quanto priva di senso e ben riuscita.
Noi non siamo santi o gente col pallino della polemica ecologica. Facciamo uno sport che si chiama enduro, che significa andare con la moto per boschi e monti.
Siamo persone che usano l’ambiente per la nostra passione e che per questo si sentono in colpa. Per questo motivo adoperiamo mille precauzioni per contaminare il meno possibile. Dico questo per sottolineare lo scoramento e l’angoscia che ci ha provocato lo spettacolo nonostante per opinione comune noi siamo considerati nocivi per l’ambiente.
Insomma, passato lo shock iniziale, abbiamo deciso, senza secondi fini e con l’unico intento di provare a rimediare in qualche modo alla devastazione, di incontrarci durante la settimana per provare a bonificare l’area.
A mente fredda abbiamo pensato fosse giusto documentare l’iniziativa per cercare di divulgare l’accaduto in modo da poter riflettere su quello che è successo e trovare il modo di combattere e prevenire simili danni. Magari sperando che il messaggio arrivi anche a qualcuno che ha partecipato materialmente alla devastazione, sperando che il clima di euforia collettiva abbia contribuito a lobotomizzare esseri che dovrebbero essere pensanti.
Si perché la sensazione era di qualcosa di bestiale nel senso letterale del termine, un operazione compiuta da esseri privi delle facoltà mentali piu’ elementari, che si sarebbe potuto evitare con uno sforzo minimo di intelligenza piu’ che di educazione o civiltà.
Speriamo che questo aiuti a risvegliare coscienze e sensibilità, con la speranza che chiunque possa essere educato e che la colpa è di chi non educa.
Facciamola finita con la predica. insomma ci siamo riuniti giovedì pomeriggio, con un appello a tutti gli iscritti del motoclub, e chi ha potuto liberarsi dal lavoro è intervenuto. Eravamo circa una decina e in qualche modo siamo riusciti a raccogliere una bella quantità di reperti di umana stupidità. Sacchi e sacchi di piatti, buste, posate di plastica, involucri di cibo, perfino teglie e padelle e infine centinaia di bottiglie di vetro, molte delle quali ridotte a cocci taglienti (poveri animali). Purtroppo avremmo dovuto essere molti di piu’ e avere piu’ tempo a disposizione, ma siamo andati via con la consapevolezza che si puo’ intervenire e che va fatto.
Sicuramente ci riorganizzeremo in modo da coinvolgere piu’ gente e proveremo a bonificare l’area in modo radicale.
Fino alla prossima pasqua?
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