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Tutti Rossi nella MotoGp

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Sulla tuta c'è scritto "The Doctor", ma tutti a Welkom l'avrebbero staccata.
La scritta giusta dovrebbe essere, alla luce di questo primo week end di
MotoGp, "Professor Rossi, specializzato in vittorie con qualsiasi moto".
Partiamo dall'inizio. Quando Rossi a Novembre annunciò il cambio (nemmeno
troppo nascosto) dalla Honda alla Yamaha, si iniziò a dubitare del passo
fatto. In molti lo facevano - forse - sul podio. Alcuni lo vedevano relegato
in posizioni oltre la decima, altri dubitavano della moralità dell'ingaggio
preteso da Valentino. Veniamo a noi. Due giorni di prove ufficiali e Rossi
Valentino da Tavullia, in sella alla Yamaha che tutti avevano dato per moto
battuta, mette in fila lo squadrone Honda senza possibilità di replica.
Anzi, se vogliamo essere precisi, un certo Nakano, su Kawasaki si permetteva
anche lui di occupare la pole, sabato, per poi perderla verso fine turno.
Scatta la gara ed iniziano le emozioni. Tutto è diverso quando alle gare ci
si va, ma siamo certi chi era a casa sarà stata incollata alla televisione e
Mediaset avrà fatto il pieno di ascolti. L'emozione scatta con la gara. Max,
Vale e Sete sono i più veloci. Valentino decide di scappare e dietro di lui
si scatena una questione tra Max e Gibernau. Tra i due in ballo c'è
l'inseguimento alla "lepre blu". Dopo un paio di sportellate in stile
superbike e qualche chiusura di traiettoria troppo autoritaria per poter
essere ribattuta, Max si aggiudica questo primo round. Ma il lavoro è appena
iniziato. Una volta alle costole del "cattedratico delle due ruote", Biaggi
cerca di farsi vedere, allunga la staccata, entra e alla fine passa. A quel
punto è Vantino a vedere rosso. In nome di una vecchia rivalità, mai spenta,
Valentino inizia a spazzolare le lunghe curve del circuito sud africano e
ripassa l'avversario. Sta per finire tutto, le ultime curve arrivano veloci
e Valentino taglia per primo il traguardo, mentre Max fa il giro veloce in
gara, sigillo importante ma inutile nel "Rossi day" africano. Sembra un
racconto, una favola di un papà motociclista al figlio, ma è tutto vero,
anche se in molti davanti alla tv si staranno ancora stropicciando gli occhi
increduli dell'accaduto. Dietro di loro, semplicemente gli altri. Gibernau
terzo, gli ufficialissimi Honda, Barros e Hayden quarti e quinti, sesto
Capirossi, settimo Edwards (che in molti avevano dato come possibile
vincitore della gara). Buona la prestazione dell'Aprilia con Shakye Byrne in
15esima posizione. Per lui un punto che vale quanto una vittoria in un
momento di difficoltà della casa veneta.

 
   
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