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Minibike dal Giappone con passione.

Piccole, simpatiche ma anche aggressive, sono le minibike che piacciono
tanto ai giapponesi e che in Italia non vedremo mai. Nel paddock di Motegi
ha iniziato la Kawasaki a sfoggiare delle minimotard da 110cc con motore a 4
tempi orizzontale, 4 marce. Si tratta della KSR, una moto vera e propria con
il telaio in tubi e forcellone posteriore dotato di capriata di
irrigidimento superiore, freni a disco e cerchi in lamiera da 12".


Dietro alla mascherina anche una essenziale strumentazione composta dal solo contachilometri con fondoscala a 120 km/h (velocità difficilmente raggiungibile dal modesto 110cc) che intergra anche la spia del neutral e quella degli indicatori di direzione. Ma non basta accontentarsi delle versioni originali, dei modelli di serie.

La passione dei giapponesi per le moto, crea a volte delle vere e proprie
(piccole) opere d'arte. E' il caso della RC211V replica Kato e della
Kawasaki ZX10 minibyke che abbiamo avuto la possibilità di osservare.


La prima è costruita su base Honda Monkey 100cc ma ben poco è rimasto delle sovrastrutture originali. La carena perfetta ad un primo esame, è
chiaramente il frutto di una lavorazione artigianale. Curatissima nelle
proporzioni, questa piccola RC211V ha addirittura lo scarico sotto la sella.
La ZX10, invece è fatta sulla base della KSR descritta in precedenza, ma qui
il lavoro estetico effettuato arriva fino alla creazione di un finto telaio
doppio trave a simulare quello della moto originale. Ingegnoso il
posizionamento del faro, all'interno della presa d'aria anteriore che nel
modello "vero" serve a far respirare l'iniezione della sport byke
giapponese. Non manca nemmeno il silenziatore in carbonio con rifinitura
lucida che arriva a lambire il codino.

Ma la passione per queste piccole delizie non si ferma alla forza di volontà
di qualche volenteroso. Nel museo della Honda, posizionato all'interno del
complesso di Motegi, infatti, trova posto anche una realizzazione del
reparto esperienze della casa con l'ala. Si tratta della e-NSR, sintesi
della capacità di fare della casa che ha condensato in una moto non più
lunga di un metro e 10 un motore elettrico con gestione elettronica che la
rende una "mini zero emission vehicle". La trasmissione, tra l'altro, è
affidata a due motori elettrici posti direttamente nelle ruote! Di questa
motina stupisce la cura maniacale per il particolare. I freni sono
perimetrali, le pedane delle forcelle sembrano prese in prestito da qualche
moto da corsa. Ultima chicca, la e-NSR è anche una delle più strette al
mondo, la sua larghezza, infatti, non arriva ai 12 cm.











 

 
   
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