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Piove, fuori i collaudatori
Freddo e pioggia, condizioni non ottimali per sviluppare
le moto in vista di un mondiale che sta per iniziare. Dunque
quale migliore occasione per stressare le componenti e per
limare qualche sbavatura di progetto delle varie moto?
Ecco dunque che, come accade nei film dove nelle scene di
azione escono fuori le controfigure, ecco che i collaudatori
iniziano a vestirsi. Casco in testa, un piccolo impermeabile
sulla tuta e fuori a macinare giri. Nel secondo giorno di
test spagnoli sono loro i protagonisti della scena. Vittoriano
Guareschi e Shinichi Itoh rispettivamente in sella a Ducati
e Honda si sono presi per primi l’onere di mettere le
ruote sull’asfalto bagnato di Montmelò. Con la
serranda abbassata è invece rimasto Marcellino Lucchi,
che come i compagni di marca inglesi McWilliams e Byrne hanno
preferito continuare a lavorare sull’elettronica delle
moto, in attesa di provare in condizioni più vicine
a quelle di un Gran Premio.
Mentre i protagonisti, i piloti titolari, oggi non hanno
nemmeno calzato le tute, spazio a chi lavora e porta a casa
dati, rilevamenti e esperienze che alla fine serviranno proprio
a coloro che sono rimasti al caldo di jeans e felpe.
Accanto ai collaudatori, poi si è aggiunto uno sparuto
gruppo di “titolari”, tra questi Norik Abe su
Yamaha a cui va il primato giornaliero della velocità
massima sul bagnato (301,9 km/h), Gregorio Lavilla (assetato
di fare chilometri con la sua Suzuki), Alex Hofmann (anche
lui alle prese con una Kawasaki da svezzare) e Marco Melandri
(più alla ricerca dei suoi limiti post operazione alla
spalla che di risultati cronometrici).
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