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2° prova "Trofeo Lazio Supermotard"
Latina - il Sagittario - 30/03/03
Latina 30/3/03 "Generazione di fenomeni"
Non si scherza più. Non c’è più
lo spazio per le polemiche, da ora in poi contano solo i risultati.
In inverno sono volate dichiarazioni di tempi fantascentifici,
ma dal 16 marzo sul lazio sono arrivati veramente i marziani.
Di traverso però.
Il paddock di Latina somiglia sempre di più a quello
del Muggello, o di Hockenheim in una gara di SBK. Tutti in
divisa, pronti a scattare al seguito di una macchina organizzativa
sempre più rodata (stavolta la gara era gestita dal
Motoclub Ripi con Federico Capogna, già direttore di
gara, a sovraintendere le operazioni) e sempre più
pronta per passare ad organizzare gare di grado più
alto rispetto ad un regionale. Pignotti, onore a chi inizia,
è stato il primo a presentarsi nel cortilone del Sagittario
con un camion officina/camper/discoteca/ufficiotecnico/telemetria,
ecc.. ecc.
Non giocano più nemmeno quelli della famiglia Zamparini,
che in Promobike e 125 hanno fatto del primo gradino del podio
un comodo pied a terre. Ride come un matto, ma neanche lui
scherza, Cianfrocca, che si è stufato di sporcare la
moto nel cross e ora a Latina, provvede a impolverare quelle
degli altri. Ride e si diverte Stefano Lai, anche lui tra
quelli che dicono “io in moto…no non c’ero
mai andato…”. A parte gli scherzi, Lai è
un ottimo endurista ed ha ottime qualità anche sull’asfalto,
gli altri sono avvertiti. Ha smesso di ridere anche Alessandro
Martini, che è riuscito a battere ogni record per le
penalità ricevute (15” per il taglio della pista
alla prima manche e 20” per partenza anticipata nella
seconda), con la sfiga che lo ha tenuto sott’occhio
per tutta la domenica.
Camerlengo, Pignotti, Girolami e Rispoli non hanno mai giocato
una volta messo il casco, mentre Lucarini, ora che il fratello
Walter è di nuovo in groppa, può correre in
moto con più tranquillità. Nella prestige, bisogna
ammetterlo, il coltello ce l’hanno proprio tra i denti.
Chi invece ride, scherza e beffa tutti non se n’è
mai andato dalla Sport (Elite). Si tratta di Bastianini, un
pilota dal pedigree blasonato, polierdico (corre con tutto
quello che ha un manubrio), che non riesce a stare lontano
dal punto più alto del podio. Il tutto con un sorriso
grosso così, anche sotto al casco.
Pennese, nonostante sfoderi nel paddok un ghigno sornione
da gattone mansueto, non perde il vizio di farsi le unghie
in pista, rifilando ai suoi avversari vere e proprie lezioni
di guida (tranne sullo sterrato), oggi con la sua nuova, fiammante
e non ancora pronta (dice lui) WR450. Ancora troppo dietro
Mirko Marini, protagonista nella scorsa stagione in Promobike,
ma sembra che il virus dell’influenza si trovi bene
con lui. Sempre troppo indietro c’era anche Carnevale
anche lui con la nuova Yamaha 450. Finire fuori dai primi
10 non è da lui…
Come gladiatori, invece, si sono sfidati i ragazzi del Challenge
Sport. Alla prima curva, dopo il verde, Tarricone ha lanciato
i componenti della sua Yamaha scambiandola con i pezzi del
mitico Jeeg Robot d’acciaio. Successivamente tutti gli
altri 11 hanno inseguito Andrea Alemanni, Massimo Verbeni
e Bruno Aquilanti autori di una gara vera e senza esclusione
di colpi. Dietro, in 9° posizione c’era anche un
certo Rocco Tano (Siffredi) che sudato sette camice, due magliette
e qualche altro indumento per una gara da ricordare. A Rocco:
bravo, anche in moto!
Scherzi a parte. Complimenti a tutti i ragazzi che hanno
dato l’anima, il corpo e qualche migliaio di euro per
scendere in pista a darsi battaglia sul serio, mettendo in
pista capacità da protagonisti e professionisti piloti
del Trofeo Lazio.
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