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6° prova "Trofeo Lazio Supermotard Latina - il Sagittario
- 10/11/2002
Finito un Trofeo....Si pensa al successivo. Grandi
Piloti (con la
maiuscola), grande Passione e, certamente una grande (ma non
impeccabile) Organizzazione hanno fatto Grande la seconda edizione
del Trofeo Lazio Supermotard. L'ultima gara di Latina ne è
stata la prova. Tutti a giocarsi, dal primo alle retrovie, il
meglio di se, come se fosse ancora aprile. I campioni si sapranno,
i conti del resto, non sono semplici da fare e noi lasciamo
volentieri questo grattacapo all'organizzazione...Comunque,
dalla Promobike, abbiamo visto uscire (di nuovo) grandi talenti,
come un certo Mirko Marini, Diego Liciarelli, Pietro Morelli
e Manuel Di Pietro capaci di girare sulla nuova Latina in tempi
da prima fila della Sport. Di nuovi talenti ne vedremo
sicuramente, uscir fuori dalla "Cenerentola" 125 che
ha visto dapprima una lotta serrata tra Semplici, Zamparini
e Cristiano Michelazzi, finita con l'arrivo del piccolo (15
anni appena) ma grintoso (e tecnicamente ben dotato) Bianconi,
vero asso della categoria. Nella Sport, già all'inizio
dell'anno avevamo capito che le cose sarebbero cambiate. Qui
si è sempre fatto sul serio. Veleni sulle effettive cilindrate
(sulle 4t), staccate al limite della correttezza, e professionalità
da riferimento, ecco i temi caldi della stagione appena conclusa.
Le moto sono migliorate, certo, ma i piloti hanno di gran lunga
superato il mezzo tecnico. Oltre ai conosciuti ed emeriti professori
Pennese e Bastianini, non sono da sottovalutare Paolo Piermarioli,
Lorenzo Michelazzi, Maurizio Bernicchi, Andrea Massaro, Nocentini,
Petriglia, Martini (sfortunato nella prima parte della stagione)
e gli altri dei primi
15 posti. Grandi, oltre la passione. Sul professionismo spinto,
invece si è spinta la Prestige. Nomi come quelli di Gramigni,
Rispoli, Verderosa e lo stesso Lucarini fanno bene allo spettacolo,
ma non rientrano in uno spirito promozionale di un Trofeo locale,
a nostro avviso. Ma di spettacolo nostrano ne abbiamo fornito.
Nel semi-monomarca Honda 450, hanno brillato le stelle di Girolami,
Carnevale,Santi, Gabrielli e Colaci. Gigantesca è stata,
invece, la prestazione di Zatto con la sua piccola CR 260. Impressionante
la sua guida quanto il suo coraggio da leone. Primo tra i non
Honda, Pierpaoli ha fatto quel che ha potuto con la sua KTM.
Il Prof. Pierpa, ha sempre dato il massimo con generosità
e passione (lo testimoniano le foto che più volte abbiamo
pubblicato), ma con una concorrenza del genere, che si poteva
fare ?
Imperterrito sulla sua Husky, merita per questo di essere citato,
Diego
Stanchieri, non si è mai risparmiato. Non solo, pare
che l'anno prossimo sarà tra i pochissimi fedeli a portare
ancora una volta in gara il marchio svedese. La passione non
ha limiti. E non lo ha nemmeno per tutti coloro che in ogni
categoria hanno lottato, sperato, rotto o dato il sangue (anche
economicamente) per arrivare ultimi, penultimi e terzultimi.
Beati loro, perchè comunque sia andata si sono divertiti.
All'anno prossimo.
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