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Chiaramente siamo in terra “rossiana” e qui tutti gli occhi e tutti i cuori sono rivolti al grande campione di Tavullia. E il Vale nazionale non si tira indietro, per lui gare a non finire. Prima in sella alla Yamaha WR 450 impegnato nelle gare di Motard, poi via la tuta di pelle e su quella da rally per intraversare con la sua Subaru 4x4 nel piazzale dedicato ai rallisti, insomma divertimento a tempo pieno. Ma non deve mancare lo stress per Valentino. Ad ogni angolo fan assetati di sguardi, autografi o feticci che si appostano in ogni dove e per Rossi non rimane che scappare protetto da un folto codazzo di gorilla per scorta.
Comunque il nostro, si conferma un grande campione. Con il motard, nonostante non sia la sua “professione”, Valentino si leva lo sfizio di abbassare la pole position fatta segnare dal francese dell’Aprilia bicilindrica, Gerome Giraudo. Mentre il transalpino era il riferimento della categoria “Internazionale” con il tempo 23”071, mentre Rossi con il suo 22”980 è il secondo della “Champions” più lento solo di Scalvini autore di un grande 22”966.
Non è andata come voleva, invece la sfida con l’auto da Rally con papà Graziano. Valentino ha perso tre a 1, ma Rossi (quello giovane) sembra essere soddisfatto della giornata e poco importa se la gara “Americana” ad eliminazione diretta sia finita per lui prima del tempo per colpa di una scivolata.
Gli altri, in effetti sembravano essere nel parco giochi di un altro. Certamente c’era l’interesse c’era e tanti protagonisti erano presenti. Melandri debuttava ufficialmente con la livrea del Team Gresini su una Honda CRF 450, Stoner ancora in sella ad una KTM nonostante sia molto più che vicino all’aprilia 250 del Team di Cecchinello, Kevin Schwantz, in forma più che mai e che sembra essere uno dei pochi ad aver capito che a Pesaro, in una pista da meno di 25 secondi è meglio divertirsi che rischiare.
Ma non c’è gara senza concorrenti, si dice e di concorrenti in pista ce n’erano un bel po’…. Manzo non è uno che ti lascia andare senza combattere, e l’Aprilia SVX si conferma una dei mezzi migliori del lotto. Guyot con una TM 700 ha lottato un bel po’ con Giraudo, su un tracciato sicuramente più favorevole alla moto di Guiot.
C’era un bel Gramigni carico, un ottimo Pignotti (avversario ostico per tutti nell’Americana), un grande Dovizioso (a suo agio con il motard quanto con la sua moto da gara…). E poi hanno fatto palpitare il cuore i campioni del passato come Surtees (al Momi anche la sua Ferrari), Gallina, il gigantesco Agostini e molti altri che hanno fatto tremare le orecchie con i loro bolidi di allora, per molti giovanissimi confinanti con gli oggetti dell’antiquario, ma tanta voglia di farsi vedere, orgogliosi di dire ci siamo stati anche noi.
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