| |
Mini Motard LinHai, l’alternativa economica.
Di giocattoli siamo pieni, forse. Ma di giocare non si smette mai, proprio perché il cuore batte per le due ruote, siamo bambini di tutte le età. Ecco perché in Italia stanno proliferando mini moto di tutte le specie. Lo sa bene la nostrana Polini che è riuscita a diventare una delle aziende leader del settore affiancando la solita produzione di accessori performanti.
di Flavio Falsina
Ma la concorrenza in epoca di globalizazione non guarda in faccia nessuno. Dalla Cina stanno arrivando una serie di proposte interessanti per “giocare” a costi tuttosommato contenuti. Non ci credete? Noi abbiamo fatto una prova vecchio stile, abbiamo acquistato una minimotard LinHai e l’abbiamo messa alla frusta subito dopo averla scartata dalla cassa. Ecco com’è andata.
Fine luglio, Stefano Corsi ci chiama per avvertirci che la moto ci verrà consegnata presso la pista TT di Torricola. Noi rispondiamo che saremo lì con tutta la truppa e un’ospite d’eccezione, il grande Marco Masetti, giornalista sportivo che segue il Motomondiale e grande appassionato.
Al nostro arrivo la moto ci attende nel suo astuccio di cartone. I bambini, si sa, a natale si avventano sul regalo come squali famelici e così è andata. In 10’ la moto è pronta a prendere la via della pista e questo già promette bene. Ma di che si tratta? La LinHai Minimotard prende spunto in tutto e per tutto da un fortunato modello di compact bike della Honda, la Monkey. Questa versione cinese ricalca il telaio e il motore, adottando, però, al posteriore un solo ammortizzatore privo di leveraggi. Il motore è un mono cilindico semi orizzontale 4 tempi da 110 centimetri cubi. Il cambio è a 4 rapporti rovesciato, ossia il folle in alto e le marce in basso. La ciclistica conta su una forcella anteriore tradizionale telescopica e su una coppia di cerchi da 10’. La frenata è assicurata da un tamburo al posteriore e da un generoso disco da 200 mm servito da una pinza flottante a comando idraulico all’anteriore. Non si tratta di una minimoto in senso stretto. Sulla sella si sta comodi se si è alti fino a 1e70 e via via più scomodi se siete più alti. Le difficoltà maggiori stanno a non far interferire le ginocchia con il manubrio, problema che si può risolvere cambiando questo elemento con uno più alto. La sorpresa di questa LinHai sta nel bottoncino rosso. Questa Minimotard ha, oltre all’avviamento a pedale, anche il comodo avviamento elettrico.
In sella si fatica nei primi metri di pista a fare l’abitudine al cambio rovesciato, ma basta prendere piede con questa novità per iniziare a divertirsi. La rapportatura originale è cortissima, in pratica non si usano le prime due marce. Sulla pista di Torricola ad esempio si può girare benissimo utilizzando sempre la 3 e appogginado nel rettilineo la 4°. Fortunatamente basta adottare un pignone più grande (un 15 denti va benissimo) per dare più respiro al piccolo monocilindrico. Il motore è certamente la parte più interessante. Il 110 cinese non consuma nulla. Con il serbatoio da tre litri ci si gira per una giornata. Da cambiare immediatamente le gomme. Quelle di prmo equipaggiamento non sono di molto valore e si possono rimpiazzare con delle coperture da 10’ andando a rovistare tra le gomme che utilizzano nel campionato scooter. Al limite, per i più malati, c’è anche la possibilità di gommare la piccola LinHai con delle gomme tacchettate, sappiate però che il fuoristrada non è il terreno ideale di questa moto. In effetti qualcosa da rivedere sotto il profilo della qualità generale c’è ma con poco meno di 1000 euro (a fronte di richieste maggiori di case ben più blasonate), ci si porta a casa una moto che è una via di mezzo tra un soprammobile (trova spazio anche in casa…) e un giocattolo da grandi. Se non siete convinti, fate un salto a Torricola (nei pressi dell’Appia Antica a Roma) e venitene a provare una…
|
|